Draghi ripete che l'euro è irrevocabile

Dall'Olanda il presidente della Bce dice che la ripresa nell'Eurozona si va lentamente rafforzando

Draghi ripete che l'euro è irrevocabile

Mario Draghi (foto LaPresse)

Dal Parlamento olandese, il presidente della Bce, Mario Draghi, ha ripetuto ancora una volta quanto già ha scandisce da mesi: l'euro è "irrevocabile e non intendo speculare su ipotesi che non hanno la minima base". Draghi ha replicato a un parlamentare olandese, che chiedeva se un'eventuale uscita dell'Italia dall'euro avrebbe obbligato il nostro paese a coprire il proprio deficit sul Target 2, il sistema europeo usato per riequilibrare la bilancia dei pagamenti tra i paesi dell'Ue.

 

Il presidente della Bce ha anche fatto il punto sullo stato dell'uscita dalla crisi. "Nell'area dell'euro, la ripresa economica si è evoluta da fragile e incerta in un movimento verso l'alto solido e a base larga. Le misure di politica monetaria della Bce hanno aiutato questa ripresa".

 

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Ma da sole le misure dell'Eurotower non bastano. "Abbiamo anche bisogno", ha sottolineato Draghi, "di affrontare l'eredità della crisi, innalzare il potenziale di crescita e aumentare la resistenza a choc futuri". La politica monetaria, ha concluso, offre "una finestra di opportunità" a governi e parlamenti nazionali per risolvere tali questioni, "alleviando alcuni dei costi a breve termine delle riforme strutturali e consentendo ai loro benefici di manifestarsi più velocemente".

 

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"Mantenere l'attuale grado di politica monetaria accomodante è ancora necessario per consentire alle pressioni inflazionistiche sottostanti di rafforzarsi e sostenere l'inflazione primaria nel medio termine", ha spiegato Draghi. Il numero uno dell'istituto di Francoforte ha difeso le scelte operate dall'Eurotower per accompagnare l'Eurozona fuori della crisi. "Nondimeno", ha sottolineato, "è troppo presto per dichiarare vittoria. Le pressioni inflazionistiche sottostanti continuano a rimanere deboli e ancora non mostrano un convincente andamento verso l'alto". Inoltre, "i fattori inflazionistici domestici, in particolare i salari, non stanno ancora rispondendo alla ripresa e al restringimento dell'output gap".

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