Benvenuti in Svezia, il paese senza contante

Stoccolma si prepara a introdurre la prima valuta elettronica nazionale, mentre i bancomat iniziano a sparire e gli sportelli non maneggiano più banconote. Opportunità e rischi

svezia corona

Banconote della Corona svedese

Stoccolma si prepara a introdurre la prima valuta elettronica nazionale, mentre i bancomat iniziano a sparire e gli sportelli non maneggiano più banconote. Opportunità e rischi

Era il 1661 quando il banchiere Johan Palmstruch creò, sotto il regno di Carlo Gustavo di Svezia, la prima banconota cartacea d’Europa, il Kreditivsedlar. Sperava così di sistemare i problemi di bilancio tra depositi e prestiti dello Stockholms Banco, di rendere più trasportabile il nuovo taglio e di velocizzare il lento circolo del daler, la moneta di rame o argento. 355 anni dopo la Sveriges Riksbank, istituto centrale del Regno ed erede diretto del Banco, si trova a dover affrontare un problema simile e potrebbe ricorrere a una soluzione innovativa come lo fu, all’epoca, quella di Palmstruch.

 

La nazione scandinava ha visto infatti un drastico calo nell’utilizzo di contante. Ben 900 sportelli bancari nel paese su 1.600 non maneggiano più banconote e queste hanno coperto solo il 2 per cento del totale delle transazioni effettuate nel 2015. I bancomat scompaiono dalle zone rurali, facendo infuriare molti abitanti, mentre nelle grandi città si sviluppano le “no cash areas”, in cui il contante non esiste. In nome della sicurezza sono visti con un certo sospetto anche i grandi pagamenti e depositi in banconote, con l’invito a denunciare le transazioni sospette. Il 90 per cento dei giovani usa Swish, un sistema di pagamento mobile e peer-to-peer, persino per le offerte in chiesa.

 

Ora la Riksbank sta valutando l’introduzione di una valuta elettronica nazionale, l’e-krona, che potrebbe avvalersi del database Blockchain, lo stesso di Bitcoin. Solo che, al contrario della criptovaluta creata da Satoshi Nakamoto, la Corona digitale sarebbe indissolubilmente legata alla Banca centrale svedese. Secondo il vicegovernatore Cecilia Skingsley la creazione di una valuta elettronica andrebbe incontro ai consumatori e favorirebbe i pagamenti nelle aree più isolate: “Se il mercato può utilizzare nuove tecnologie per lanciare nuovi servizi di pagamento, perché non dovrebbe farlo Riksbank?”. Skingsley spiega che i maggiori benefici andranno a chi “non vuole o non può accedere ai servizi bancari”, ma sottolinea anche che occorre muoversi con cautela, visto che non ci sono precedenti cui fare riferimento.

 

Il contante, rassicurano da Riksbank, verrà comunque emesso e la e-krona sarà una valuta complementare. Del resto non tutti sono entusiasti della proposta: le associazioni di anziani sono da tempo allarmate per la costante scomparsa delle banconote, mentre gli enti educativi sono preoccupati che la moneta virtuale porti i giovani a spendere senza rendersi conto delle proprie uscite. Per quasi i due terzi della popolazione la possibilità di pagare in contanti è un diritto umano, secondo un sondaggio di Niklas Arvidsson, docente al KTH di Stoccolma.

 

La Svezia è il primo paese in Europa a considerare realisticamente la creazione di una valuta elettronica nazionale, ma gli istituti di credito hanno progetti ben avviati. BNY Mellon, Deutsche Bank, ICAP, Santander e UBS hanno fatto squadra per la creazione di un “Utility Settlement Coin” (USC) alternativo a Bitcoin, ma sempre basato sulla piattaforma Blockchain. Goldman Sachs e Citi ci stanno lavorando da sole.

 

La decisione della Riksbank, come quella dello Stockholms Banco tre secoli fa, potrebbe essere rivoluzionaria. Si aprono però numerosi interrogativi. E’ probabile che gli imitatori di Bitcoin vogliano puntare di più sulla tracciabilità, aprendo orizzonti distopici in cui le banche centrali conoscono la nostra marca di deodorante o quanto abbiamo bevuto la sera prima. Inoltre non è detto che la scomparsa del contante significhi più sicurezza. Potremmo andare incontro a paradossi per cui, al nipotino di otto anni cui vogliamo regalare un gelato, dovremmo fare un bonifico sull’iPhone.

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