Paradosso, ora sono gli autisti di Uber a protestare contro Uber

Più di 400 guidatori si sono radunati lunedì sera e hanno annunciato uno sciopero di 72 ore al coro "Uber ci sta uccidendo". E' il mercato, autista. Arriverà uno sempre più uberizzato di Uber e si dovrà fare i conti con esso.
Paradosso, ora sono gli autisti di Uber a protestare contro Uber

Foto LaPresse

Ora sono gli autisti di Uber a scendere in strada e protestare come tassisti qualsiasi. Più di 400 guidatori si sono radunati lunedì sera davanti alla sede newyorchese dell'azienda e hanno annunciato uno sciopero di 72 ore al coro "Uber ci sta uccidendo, Uber ci sta uccidendo". Il motivo della disputa con l'azienda di trasporto automobilistico privato attraverso app è la decisione presa venerdì di tagliare le tariffe del 15 per cento. Non basta. Gli autisti chiedono inoltre di tagliare la commissione del 10 per cento da dare alla società, in quanto "troppo alta per il servizio offerto".

 

Una protesta paradossalmente sostenuta dal sindacato dei tassisti New York Taxi Workers Alliance, che ha suggerito agli autisti di Uber di sindacalizzarsi per avere più voce in capito nelle scelte aziendali e spingendoli a iniziare un dialogo con chi guida gli yellow cab perché "quando le aziende sono in guerra tra loro sono i lavoratori ad essere spremuti", ha detto al New York Post Bhairavi Desai, il direttore esecutivo del sindacato: "La strategia di Uber è chiara, far morir di fame i loro autisti per far morire di fame di tassisti".

 

Teoria tra il complottiamo e il vittimismo. Perché se è vero che, come ha suggerito al NYP l'autista di Uber Mohsin Alvi, ora per arrivare a 100 dollari ci vogliono "in media 21 giri al posto di 17", le medie dicono che al giorno le corse di un autista di Uber ne percorre più del doppio e che ora nel mercato del trasporto privato in automobile non ci sono più solo i tassisti e Lyft, piattaforma di ride sharing, concorrente di uber-pop, ma anche Via, un'applicazione che offre il servizio di taxi collettivi. Questi sono mini pulmini da massimo dieci posti che si muovono per la città e caricano e scaricano passeggeri lungo un percorso deciso dall'algoritmo che tiene in considerazione le destinazioni dei passeggeri già saliti e delle richieste di chi si è prenotato. Un servizio decisamente più economico di Uber – il viaggio costa 5 euro se pagato tramite app e 7 se pagati in contanti al conducente – che sta aumentando rapidamente la propria rilevanza in America: a metà del 2015 contava su 40mila utenti e 500 guidatori, a inizio del 2016 su 75mila utenti e 700 guidatori.

 

[**Video_box_2**]Anche per questo Uber ha cercato di tagliare le tariffe, guadagnando competitività sul mercato. Secondo i dati forniti dalla società californiana, la scelta di tagliare del 15 per cento il prezzo delle corse ha l'obiettivo di conquistare una nuova fetta di mercato – che secondo un portavoce dell'azienda potrebbe garantire almeno un 10 per cento in più di spostamenti giornalieri per un guadagno mensile per gli autisti di circa 350 euro –, rassicurazioni che però non sono bastate a evitare la protesta. E così chi ha contribuito a disintermediare il mercato si ritrova ora a non voler essere disintermediato. Ma questo è il mercato, autista. Arriverà uno sempre più uberizzato di Uber e si dovrà fare i conti con esso.

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