Ecco la monnezza, guaio di tutti i cialtronismi politici

Puoi anche chiamarla “materiale post uso”, ma non puoi nasconderla

Salvatore Merlo

Email:

merlo@ilfoglio.it

Ecco la monnezza, guaio di tutti i cialtronismi politici

Degrado nell'accampamento Rom nei pressi dei binari in zona San Cristoforo (foto LaPresse)

Forse non amano le deduzioni euclidee, o forse l’evidenza deve apparirgli banale, una cosa gretta, roba da vecchia politica, una fake news al di sotto della soglia della loro perspicace intelligenza di persone che non se la bevono, e alle quali dunque non gliela si fa. Perché altrimenti non si spiegherebbe come, fino alla settimana scorsa, Virginia Raggi e Pinuccia Montanari, che sono rispettivamente il sindaco e l’assessore all’Ambiente di Roma, potevano spingersi ad esclamare, con il gelato sorriso di chi ha dalla sua parte una logica inoppugnabile, che nella Capitale d’Italia “non c’è nessuna emergenza rifiuti” – concetto superato come la democrazia rappresentativa – ma solo un temporaneo accumulo di “materiali post consumo”, ovvero di “risorse in grado di creare nuovi posti di lavoro green”. Pochi giorni fa la signora Montanari s’era pure allegramente lasciata andare a manifestazioni d’entusiasmo, quali: “Non ho mai visto un topo a Roma”.

 

A Roma c'è un'emergenza rifiuti? Passeggiata nel centro della Capitale (VIDEO)

Pd e M5s litigano, la giunta assicura che si tratta solo di “alcune criticità”. Ecco un piccolo tour “turistico” tra piazza Navona e Fontana di Trevi 

 

E questo mentre ciascuno, intanto, passeggiando per strada, poteva osservare per conto proprio cumuli di monnezza – pardon: di materiali post consumo – agli angoli di via Panisperna, cassonetti stracarichi a piazza Trilussa, e parchi cittadini, come quello di Colle Oppio, non dissimili da una giungla o da una pattumiera. Con i quotidiani, e i siti locali, tutti impegnati in un festival d’interviste a disinfestatori ed esperti dell’Asl, a medici e a veterinari, a zoologi e circensi, concentrati sulle abitudini, il carattere e la complessione del “rattus rattus” da non confondere con il “rattus norvegicus”. D’altra parte, si sa, è sempre bene conoscere i propri vicini di casa. E insomma da qualche giorno, l’evidenza – che dev’essere al soldo della casta, e Beppe lo sa – è precipitata a sconvolgere la controrealtà, o realtà ideale, nella quale i cinque stelle amabilmente si muovevano al loro proprio ritmo.

 

Così martedì la sindaca, dopo aver denunciato oscuri “sabotaggi”, e dopo aver visto che quel furbone di Matteo Renzi s’armava di ramazza elettorale per spazzare Roma, non riuscendo più a dare la colpa a nessun altro, nemmeno ai congiurati del frigorifero, ha garantito – e con la famosa grinta che le ha fatto guadagnare in Campidoglio l’appellativo di “ologramma” – che entro una settimana “la città sarà pulita”. Ma non lo era già? Ad aprile, l’assessora Montanari aveva abolito la parola spazzatura dai documenti ufficiali del comune, invitando anzitutto la popolazione a smetterla con le parole “monnezza” o “rifiuti”, perché entro il 2021 Roma rinascerà nel quadro di una solida “economia circolare”, rifiuti-cittadini-riciclaggio-creatività. Niente discariche. Niente inceneritori. Niente cassonetti. Ed eravamo già in tutta evidenza di fronte a un capolavoro polivalente, a un’opera superiore in cui si fondono Gogol e Kafka, Orwell e Nino Frassica, Hoffmann e Totó. Cancellata la parola, eliminato il problema. Solo che la monnezza ha purtroppo una sua fisicità. Si vede. Non è come il debito pubblico. La puoi chiamare come ti pare, ma puzza comunque. Dunque adesso, in concorrenza con Renzi, i cinque stelle entrano in una nuova fase. E con quel “la città sarà pulita in una settimana”,Virginia Raggi rievoca l’antichissima capacità nazionale di autoesaltarsi al momento buono, di lasciarsi trascinare da un entusiasmo posticcio e bellicoso: spezzeremo le reni alla monnezza, ai ratti, e pure ai gabbiani.

Lascia il tuo commento

Condividi le tue opinioni su Il Foglio

Caratteri rimanenti: 1000

Commenti all'articolo

  • lupimor@gmail.com

    lupimor

    10 Maggio 2017 - 16:04

    In chiave. Non lo ha mai detto nessuno, lo dico io: la vera, autentica strategia del M5S, o Casaleggio&Co, fate voi, è quella di diventare parte organica del sistema attuale. Tutto fa brodo, a parte gli entusiasmi di pancia, Grillo disse: “Votata con la pancia”, anche il Cairo endorsante e il De Bortoli scrivente. Altro che rivoluzione dell’onestà. Con quella non si va da nessuna parte. Del resto fu quello il percorso della Lega di Bossi. Trovò lo sponsor giusto al momento giusto e, il gioco fu fatto. Il M5S è in cerca dello/gli sponsor giusti. Tutto fa brodo. Anche Vespa.

    Report

    Rispondi

  • luigi.desa

    10 Maggio 2017 - 13:01

    Vespa 55 anni di giornalismo inventore della 'terza camera' ,ove ha ricevuto fior di personaggi ha invitato Raggi sindaca e si è fatto maltrattare .Questi grilli hanno,sembra poco cervello, ma quando parlano hanno una lingua lunga maligna e informata e attaccano a testa bassa l'interlocutore. Povero vespa.

    Report

    Rispondi

Servizi