Se il seme della follia è peggio del doping olimpico

Non è giusto, non è giusto e non è giusto. La bella delle belle, la sventola della racchetta che vorremmo sempre vedere sventolare, alle Olimpiadi di Rio non ci sarà. Maria Sharapova la presa con sportività: “La Itf ce l’ha con me”.
Se il seme della follia è peggio del doping olimpico

Maria Sharapova (foto LaPresse)

Non è giusto, non è giusto e non è giusto. La bella delle belle, la sventola della racchetta che vorremmo sempre vedere sventolare, alle Olimpiadi di Rio non ci sarà. L’avevano trovata positiva all’antidoping, assunzione di meldonium, e il Tribunale indipendente della Itf, Federazione internazionale tennis, l’ha bastonata a dovere: due anni di squalifica, e ciaone sogno olimpico. Maria Sharapova la presa con sportività: “La Itf ce l’ha con me”. Ma niente, non è vero. Ci sono le regole e lo sport è pulito, ma soprattutto alle Olimpiadi gli organizzatori badano per prima cosa alla salute degli atleti e al buon esempio. Così alle Olimpiadi che probailmente saranno le più dopate della storia, perché lo sport professionistico va così, non si va se hai preso il Mildronate. Poi magari i pulitissimi atleti finiranno tutti infettati dalla Zika, la zanzara della paura, e ci sono dei medici che hanno chiesto di spostare i Giochi per prevenire un’epidemia. Ma lì, gli organizzatori hanno optato per la salute fai da te. Così il campione inglese di salto in lungo, Greg Rutherford, ha fatto sapere che prima di partire per il paese dell’impeachment e della Zika ha fatto congelare il proprio seme, per evitare rischi di infezione dal virus che può provocare malformazioni nella prole. La sua compagna se ne starà a casa, con un figlio: desiderano avere altri bambini e non vogliono correre pericoli di contagio. Magari l’allarme per la Zika è un tantino esagerato. Ma il meldonium, uh quanto fa male, il meldonium.

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