La politica dell’accoglienza del Papa destabilizza l’Europa. Un pamphlet

Il nuovo libro del francese Laurent Dandrieu

La politica dell’accoglienza del Papa destabilizza l’Europa. Un pamphlet

Papa Francesco (foto LaPresse)

Parigi. Laurent Dandrieu è il nom de plume con il quale firma articoli molto seguiti sulle pagine di società e cultura di Valeurs Actuells, il settimanale della destra liberal-conservatrice francese. Nato a Roma, profondamente cattolico e anti moderno, Dandrieu si occupa da vicino delle questioni religiose, soprattutto da quando al Vaticano siede papa Francesco. Ed è proprio al Pontefice che l’autore ha consacrato il suo ultimo libro, “Église et immigration. Le grand malaise” (Presses de la Renaissance). Un libro dove il pontefice e la chiesa cattolica tutta sono giudicati con severità per l’attuale gestione della crisi migratoria e per l’atteggiamento ambiguo mostrato in questi ultimi anni verso l’inquietudine identitaria dei popoli europei. “Il Papa è contro l’Europa?”, è la domanda che permea questo pamphlet di denuncia nei confronti di papa Francesco e delle sue troppe arrendevolezze.

 

Dandrieu non esita a parlare di “suicidio di civiltà” favorito dal comportamento di apertura scriteriata all’immigrazione e alle culture allogene della chiesa cattolica sotto papa Francesco, e a sottolineare come molti cattolici, a partire da lui medesimo, provino un malessere crescente dinanzi agli attuali stravolgimenti europei. Il malaise dei cattolici, divisi tra la loro fedeltà alla chiesa e la legittima preoccupazione di proteggere la propria identità, si è acutizzato in questi ultimi due anni. Mentre l’Europa, che non è riuscita a integrare nemmeno le precedenti generazioni di immigrati, è sottomessa a un’ondata migratoria senza eguali, la chiesa cattolica, più che mai, insiste sull’“l’imperativo dell’accoglienza”, dando l’impressione di farsi complice di ciò che lo stesso papa ha qualificato come “invasione”, scrive Dandrieu. Ma questa incomprensione tra i popoli europei di fede, tradizione e cultura cristiana e la chiesa cattolica è una fatalità? La chiesa è condannata a essere prigioniera della “cultura dell’incontro” auspicata dal Papa, con il rischio di abbandonare il continente europeo al caos senza benefici per gli stessi migranti? O esiste un’altra via che permette di riconciliare gli imperativi della carità con la difesa della civiltà europea?

 

Attorno a queste tre questioni il giornalista di Valeurs Actuelles sviluppa le sue riflessioni, riprendendo molti dei temi che erano già stati al centro di un articolo rumoroso pubblicato a settembre nel suo settimanale. L’articolo si intitolava “L’Église au piège de l’immigration”, la chiesa nella trappola dell’immigrazione, e Dandrieu scriveva che nel discorso di Papa Francesco e dei vescovi i continui richiami all’imperativo della carità cristiana tendevano a occultare la dimensione politica del problema migratorio. In quelle righe spiegava soprattutto come le prese di posizione della chiesa cattolica sulla “crisi dei migranti” avessero inasprito il dibattito tra i cattolici francesi e li avessero fortemente divisi. “Per alcuni, insistendo esclusivamente sull’accoglienza dei ‘rifugiati’, la chiesa contribuisce ad aumentare il vortice migratorio che minaccia di destabilizzare la società occidentale”, scriveva Dandrieu.

 

Per altri, come il blogger cattolico Koztoujours (pseudonimo di Erwan Le Morhedec, il cui blog è tra i più seguiti dalla “cathosphère” internettiana), la chiesa sta svolgendo perfettamente il suo ruolo, perché spalancare le porte significa niente di meno che “salvare l’animo francese”. “Il riferimento sistematico (della chiesa cattolica, ndr) alla parabola del buon samaritano porta a scartare, perché considerata inadeguata, ogni riflessione politica sul bene comune dei paesi di accoglienza”, chiudeva Dandrieu. La copertina di questa settimana di Valeurs Actuelles è tutta dedicata a questo “Pape qui dérange”, a questo Papa che “infastidisce” e suscita dibattiti accesi all’interno e all’esterno della Santa Sede. 

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Commenti all'articolo

  • guido.valota

    05 Gennaio 2017 - 12:12

    Provvederà la realtà a mettere le cose al loro posto. I numeri di questo fenomeno epocale comprendono anche il numero crescente degli occidentali che sperimentano personalmente la falsità pressoché assoluta (95%, a quanto ammesso oggi dalle istituzioni sotto la spinta dell'incazzatura del popolo trattato da bue) dell'equazione 'immigrato uguale disperato, affamato, profugo in fuga dalla guerra'. I veri disperati non hanno la forza ne' la possibilità di muoversi. Sono e resteranno là, nell'Africa centrale da cui proviene quasi tutta l'immigrazione: economica, puramente economica, formata da quella piccola borghesia benestante (per parametrare la loro condizione al nostro sistema) che passa sulle loro teste per conquistare ulteriore benessere. Aspirazione legittima, ma non fondata su imperativi morali che anzi calpesta grazie al sinistrume occidentale di chiesa e di stato. 'Se li prendano in casa il papa, Boldrini e Manconi' non è ignoranza, è la reazione corretta a chi ti ricatta.

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  • maurizio guerrini

    maurizio guerrini

    05 Gennaio 2017 - 10:10

    Immagino che secondo questo "nom de plume" Benedetto XVI fosse per i CIE e per la linea dura dei rimpatrii e che, per le stesse ragioni, i laici Stati dell'UE non abbiano per lui nessuna responsabilità sull'immigrazione selvaggia scambiata per multiculturalismo e tanto meno sulle sue cause affaristiche ed armaiole libere dai vincoli morali del cristianesimo. Se ne farà una ragione e non dovrà più preoccuparsi quando il caos regnerà e la Chiesa cattolica sarà scomparsa dall'Europa.

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