L'ultima canzone di Benji & Fede è una violenza alla metrica

Con mio sommo stupore, dopo la canzone, non ho sentito nessun commentatore radiofonico argomentare sulla sinalefe bensì gioire perché su internet il videoclip della canzone aveva superato gli undici milioni di visualizzazioni

L'ultima canzone di Benji & Fede è una violenza alla metrica

Un frame del video di Benji e Fede (feat. Annalisa) "Tutto per una Ragione"

Buonasera, sono il fantasma di Vincenzo Monti: già docente di eloquenza italiana, già istoriografo del Regno d'Italia, già condirettore della Biblioteca Italiana, già dedicatario di “All'Italia” di Giacomo Leopardi e, attualmente, ascoltatore occasionale di Radio Italia – Solo Musica Italiana. Su quest'emittente ho sentito la canzone di Benji & Fede, il cui ritornello è un distico che recita “Succede tutto per una ragione / e la ragione magari sei tu”, con grande pena delle mie orecchie.

Facciamo la divisione in sillabe. Nel primo verso sono undici, ed è un buon endecasillabo musicale. Nel secondo sono dieci, in quanto il verbo “sei” è monosillabo; la voce però lo canta tremolando, come se fosse scritto “se itu”, allo scopo di dilatare il dittongo in iato e lucrare una sillaba per farle diventare undici anche lì. Questa perequazione delle sillabe sembra giusta ma è sbagliata: l'endecasillabo va accentato sulla penultima ma, quando capita che termini su una parola tronca, è prassi lasciare il verso in sospeso con dieci sillabe, di modo tale che l'orecchio oda la muta eco di un'undicesima sillaba vuota. In teoria bastava mantenere il verso com'era, cantandolo col monosillabo e il dittongo, perché non suonasse sgradevole. In pratica nemmeno, poiché il secondo verso inizia con la stessa vocale su cui finisce il primo e pertanto si verifica la sinalefe: la prima sillaba del secondo verso viene addossata nel conteggio all'ultima del primo, non essendoci soluzione di continuità fonetica. Di fatto siamo dunque di fronte a un distico composto da un regolare endecasillabo di undici sillabe e da un curioso endecasillabo di nove sillabe che finge di essere di undici quando gli sarebbe bastato essere di dieci. Con mio sommo stupore, dopo la canzone, non ho sentito nessun commentatore radiofonico argomentare sulla sinalefe bensì gioire perché su internet il videoclip della canzone aveva superato gli undici milioni di visualizzazioni. Bella musica italiana! Attratti dallo spensierato motivetto e del tutto indifferenti alla sua metrica bestiale, voi connazionali lo canticchiate senza pensare che succede tutto per una ragione: quindi come potrete difendere le vostre coste se non sapete difendere i vostri endecasillabi?

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