Verità del mondo. Filosofia e tradizione patristica in Hans Urs von Balthasar

La recensione del libro a cura di Giuseppe Fidelibus e Riccardo Ruggero Conti edito da Cantagalli-Eupress FTL, 270 pp., 24 euro


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1 APR 26
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Il Foglio

L’endorsement più significativo glielo riservò il famoso teologo gesuita Henri de Lubac (1896-1991), definendolo “l’uomo più colto della nostra epoca”. In effetti, lo svizzero Hans Urs von Balthasar, che morì nel 1988, due giorni prima di ricevere la berretta cardinalizia dalle mani di san Giovanni Paolo II, si presenta come uno dei pensatori cattolici più profondi e prolifici del XX secolo e la sua eredità intellettuale risulta ancora viva e densa di significato, come attesta anche questo libro, incentrato in particolare sul fecondo rapporto da lui intrattenuto con il pensiero degli antichi Padri della Chiesa. È opportuno sottolineare immediatamente che ai curatori del volume sta a cuore affermare che von Balthasar non fu soltanto un eccellente teologo, ma anche un filosofo di notevole livello. Scrivono a tale proposito Fidelibus e Conti: “Con questo volume, pertanto, ci proponiamo di mostrare, da un lato, che Hans Urs von Balthasar è a tutti gli effetti un vero filosofo – oltreché teologo e letterato – e, dall’altro, che l’influenza che su di lui hanno esercitato i Padri della Chiesa non è solamente teologica ma, altresì, filosofica in senso pieno”. Nel libro sono accolti sei contributi che, al fine di sviluppare gli argomenti a cui si è accennato, fanno riferimento soprattutto a Verità del mondo, una delle più importanti opere balthasariane, risalente al 1947, quando il suo autore aveva quarantadue anni. Il libro curato da Fidelibus e Conti è arricchito da un articolo scritto da von Balthasar stesso nel 1939, tradotto per la prima volta in italiano, nel quale l’autore sostiene tra l’altro: “Per quanto riguarda la Chiesa, il primo grande episodio nella storia delle idee, è la patristica. La giovane Chiesa si inserisce nel mondo pagano e nella sua concezione culturale affermando se stessa, e così conquistandolo a Cristo con l’incandescente immediatezza e la massimizzazione della vita cristiana … Alla teologia patristica appartengono tutte le virtù della giovinezza: la grandezza, la profondità, l’audacia, la velocità, la sicurezza e un amore fiammeggiante… Il primo fondamentale scontro con l’ambito culturale pagano vide vincere in modo durevole la Chiesa. Tutte le successive generazioni di pensatori, predicatori e mistici si abbevereranno alle fonti dei Padri per ottenere forza e rimettersi di nuovo in piedi”. Ritengo di non andare lontano dal vero affermando che questa esperienza fu vissuta anche dallo stesso von Balthasar, “l’uomo più colto del Novecento”.