Con sentenza non definitiva, la Corte europea per i diritti dell’uomo di Strasburgo ha condannato l’Italia a pagare i danni a una coppia alla quale nel 2013 aveva tolto, per darlo in adozione, un bambino di nove mesi, che la coppia aveva cercato di iscrivere allo stato civile come proprio figlio, ma che in realtà era nato in Russia grazie alla pratica, vietata in Italia, dell’utero in affitto.