Il generale libico accusato di torture, già fermato in Italia a gennaio scorso e poi scarcerato e rimpatriato, è ora in prigione a Tripoli. L’opposizione italiana attacca. Conte parla di “umiliazione nazionale”, Schlein e Renzi chiedono scuse e chiarimenti, mentre dall'esecutivo si affaccia solo Tajani, per dire: “Non me ne sto occupando”