“Bisognerebbe creare un’agenzia ad hoc, come in Francia, che valuti davvero soltanto la qualità e agisca secondo proprie regole e meccanismi, per evitare di mettere il cinema in mano a ministri e sottosegretari privi di esperienza nel campo. Qui invece siamo nella situazione in cui, se un ente pubblico produce un film, lo capisci anche dal fatto che certi nomi, sempre gli stessi, ricorrono nei titoli di coda", dice il regista