Noi inglesi siamo sempre i migliori a farcela sotto

L’arbitro arrestato anni fa durante un’orgia tra armi e droga è l’uomo giusto per l’ultimo atto

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Foto Ap, via LaPresse

È il weekend delle finali, anche se quella di questa sera è una presa per il culo, non una partita di calcio. L’inutile match tra le due Nazionali suicide delle semifinali mondiali andrà in scena all’Hard Rock Stadium di Miami, ma credo che piuttosto opterò per una replica di Excelsior-De Graafschap, amichevole di calcio femminile olandese che si giocherà all’ora di pranzo. La tragedia dell’Inghilterra eliminata da una banda di nani per colpa di un allenatore tedesco famoso per avere perso partite importanti al novantesimo minuto ci accompagnerà a lungo: esattamente come i politici che promettono un cambiamento e poi fanno uguale a chi li ha preceduti,
Tuchel ci aveva fatto credere che finalmente i Tre Leoni non si sarebbero più ammosciati al momento decisivo (o dell’orgasmo, direbbe Ranucci). Invece contro l’Argentina abbiamo visto le stesse scene viste contro di voi all’Europeo e contro la Croazia nel 2022: si passa in vantaggio, ci si caga addosso, ci si difende sperando che gli avversari si dimentichino che la regola del torneo è vincere per non essere eliminati.
Questo ha fatto sì che l’anziano numero 10 sudamericano, che aveva passeggiato per 80 minuti, trovasse tempo e modo di fare due assist mentre intorno tutto andava al rallentatore e i difensori in maglia bianca erano meno mobili delle sagome usate per provare le punizioni in allenamento. Ci sono carattere e affiatamento, manca la convinzione. Insomma, non guarderò la finale per il terzo posto, ma mi fustigherò costringendomi davanti allo schermo per Spagna-Argentina, sperando che la Invencible Armada mandi in vacca i piani dei dirigenti Fifa, che come ha scritto Mick Hume su Spiked non aspettano altro che consegnare il trofeo a Messi come se fosse l’orologio d’oro per la pensione. La guarderò perché al fischio finale potrò finalmente far partire il countdown per l’inizio della Premier League, anche se mancherà ancora un mese: festeggerò tornando a immergermi nella bionda, evitando qualsiasi commento su quello che avrà o non avrà fatto Messi e sperando che il Chelsea venda Enzo Fernández a qualche squadra dell’Arabia Saudita.
E ovviamente guarderò la finale brindando alla scelta dell’arbitro, lo sloveno Slavko Vincic: non certo il migliore in circolazione, ma come mi dice l’amico Quarantino Fox “è alto e piazzato e questo oggi fa la differenza”; ed è europeo, quindi migliore del 90 per cento degli altri direttori di gara visti al Mondiale. Soprattutto, sei anni fa venne arrestato in Bosnia durante un’orgia in un ranch in cui furono trovati anche droga e armi. Finalmente una designazione all’altezza di Messi e compagni.