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Messi ormai è diventato come la salsa Worcestershire
Il mio futuro è nei piedi di Haaland, ma voi che considerate giovane Baldini siete messi molto peggio
11 LUG 26

Foto Ap, via LaPresse
Facevo il simpatico sugli scontri a Parigi in occasione di Francia-Marocco, ieri, e alla fine gli scontri ci sono stati, ma a Londra, il che forse è un po’ più inquietante. Mi leggerete ancora martedì su queste pagine? Dipende da Haaland, signori miei, e ovviamente da Harry Kane, che questa sera si sfideranno a Miami per decidere quale altra Nazionale europea deve andare avanti in un Mondiale che ha finalmente fatto fuori l’ultima africana rimasta e nella speranza di vedere se anche l’ultima sudamericana farà la stessa fine. La scorta di birra e brandy è pronta, al pub ci saranno tutti, forse persino quella stronza di mia sorella Kate O’Malley. Nel frattempo mi scaldo facendo brindisi ai colleghi italiani che davvero non sanno più che cosa inventarsi per raccontare un Mondiale senza Azzurri. Ormai Leo Messi è diventato la salsa Worcestershire di qualunque vostro articolo: “Messi e Ronaldo”, “Messi e Maradona”, “Messi e Djokovic”, “Messi e Haaland”, “Messi e Mbappé”, “Messi e la fame nel mondo”, “Messi e il problema del reflusso esofageo”, “Messi e la prostata”, “Messi è Dio” (con l’accento).
Ieri il bravo Garlando sulla Gazzetta si è avventurato nel paragone Messi-Haaland come Masha e Orso (giuro, non è una battuta), “due pellegrini in cammino verso la stessa coppa”. In attesa che Luigi mi faccia sapere cosa beve per ordinarlo anche io, celebro il risultato di Spagna-Belgio anche se non so quanto sia finita. Brindo però alla faccia da culo di Rudy Garcia, l’allenatore del Belgio pronto a guidare la remuntada progressista mondiale dopo avere dichiarato che la sua squadra avrebbe guadagnato “milioni e milioni” di nuovi tifosi in tutto il mondo dopo la telefonata di Trump a Infantino per far togliere il cartellino rosso a Balogun. L’importante è crederci. E io credo che i Tre Leoni possano farcela, anche se la Francia mi fa più paura di un pub chiuso alle sei del pomeriggio.
Vedo che voi continuate a fischiettare e vi occupate di calciomercato, arrivando persino a dare credito alle parole del nuovo allenatore del Milan, quell’Amorim che al Manchester United ha lasciato un segno indelebile come la scritta shit sul bagnasciuga. Il manager portoghese ha detto che vuole partire subito forte e vincere la seconda stella. Auguri agli amici rossoneri. Piuttosto mi pare che i festeggiamenti per il ventennale dal vostro Mondiale abbiano lasciato strascichi in molti. Nel dibattito appassionante sul prossimo ct della Nazionale, spicca l’opinione di uno che ne sa, è preparato, e dirigeva la Gazzetta dello Sport quando Cannavaro alzava la Coppa del mondo, Carlo Verdelli. “Conte o Mancini?”, ha detto, “Io punterei su un tecnico giovane come Silvio Baldini”. Il giovane Silvio Baldini, nato nel 1958, 68 anni tra pochi mesi. Siete un paese irrecuperabile. Cheers.