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Mondiali 2026 •
Mentre voi rimpiangete Lippi, prego per un virus intestinale a Haaland
Una cosa buona i tedeschi l'hanno fatta: hanno trasformato Harry Kane in un grande giocatore, e non era affatto scontato
10 LUG 26

Foto Epa, via Ansa
È bastata una giornata senza partite e subito le cazzate sui media si sono moltiplicate. Al centro della maggior parte delle analisi e dei commenti più bagnati c’è naturalmente l’Aldo Cazzullo del calcio, quel Leo Messi da Rosario su cui da un mese ogni giorno qualcuno verga righe immortali per spiegarci perché è il più forte del mondo dopo avere abbattuto corazzate come Algeria, Austria, Giordania, Capo Verde ed Egitto. E proprio quando persino il suo maggior cantore, il Leo Messi del giornalismo italiano Aldo Cazzullo, non saprebbe più cosa inventare, ecco arrivare in soccorso la Gazzetta dello sport, che facendo il paragone con Djokovic prova a spiegarci che “non è tecnica ma aura” a farli grandi.
Per fortuna ieri si è ricominciato a giocare, e voi che leggete già sapete se Parigi è stata rasa al suolo dopo Francia-Marocco. Io sono in piena fase pre-partita, e chissenefrega di Spagna-Belgio di stasera: domani c’è Inghilterra-Norvegia (se non sei l’Argentina capita anche di incontrare squadre forti al Mondiale, incredibile), e chissà se voi italiani avrete finito la mesta celebrazione dei vent’anni dalla vittoria Mondiale, tra nostalgie per Marcello Lippi, la scontata lamentela su “non ci sono più i campioni di una volta” e la ricetta di “puntare sui giovani e Paolo Maldini” per tornare a vincere.
Non farò commenti sulle sei europee su otto Nazionali ai quarti, dopo che quelli che la sanno lunga ci hanno spiegato per settimane la superiorità del calcio giocato nel resto del mondo, mi limito a segnalare che la maggior parte delle squadre africane è stata rimontata nei minuti finali delle partite da quei razzisti dei loro avversari. Mentre la Germania prova a ripartire dalle macerie (e magari voi la smetterete di elogiare il “modello tedesco”) lasciatemi fare un brindisi ai tedeschi, che una cosa buona a questo Mondiale l’hanno fatta: hanno trasformato Harry Kane in un grande giocatore, e non era affatto scontato. Noi ci avviciniamo alla tragedia nel solito modo, intanto: non si contano più le volte in cui un inglese qualsiasi in questi giorni ha pronunciato il fatidico “it’s coming home”, e leggo che Starmer sta pensando di dichiarare un giorno di festa nazionale se i Tre Leoni vinceranno la Coppa del mondo. Tocchiamo legno, please, e non mettiamo il poggia-bicchiere sopra alla pinta prima di averla bevuta. Di sicuro farò festa quando Starmer si leverà dalla palle. Per il resto, una cosa per volta. E forza virus intestinale nel ritiro della Norvegia, of course.