“Non mettiamo troppa pressione a Kimi”. Il punto di Stefano Domenicali

"Quando sento suonare il nostro inno alla fine della gara provo un senso di appartenenza molto forte. In qualifica i piloti devono poter spingere al massimo senza nessun altro calcolo”, dice il ceo della Formula 1

17 APR 26
Ultimo aggiornamento: 15:18
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Stefano Domenicali, presidente e ad di Formula 1, in collegamento (foto di Fabio Bozzani)

La Formula 1 che si è presa un mese forzato di pausa ne sta approfittando per rifarsi un po’ il trucco dopo l’introduzione del nuovo regolamento che non ha preso soltanto applausi, soprattutto tra gli addetti ai lavori e i vecchi appassionati. “I primi tre Gran premi della stagione hanno confermato il trend degli ultimi anni, abbiamo un seguito sempre più giovane e femminile, ma il nostro obiettivo resta quello di continuare a fare crescere il nostro sport che nei prossimi gran premi farà registrare altri tutti esaurito in tribuna – ha raccontato Stefano Domenicali all’evento del Foglio a San Siro – però è nostro dovere anche stare ad ascoltare i piloti, soprattutto i più critici, perché restano loro i gioielli del nostro sport. È normale che quando c’è un cambiamento così radicale ci sia qualcuno che non è contento, però ricordiamo che cinque anni fa quando la Fia ha introdotto le nuove regole discutendone con i Costruttori, era una scelta obbligata. Il dialogo sta dando i frutti corretti, ma non dobbiamo dimenticare che la stragrandissima maggioranza della gente che non è così dentro nei dettagli tecnici ha visto un effetto immediato del cambiamento nelle prime tre gare dove, a livello di sorpassi e di attività in pista, un cambiamento rispetto al passato c’è sicuramente stato”. Domenicali non accetta che si parli di sorpassi artificiali, per lui un sorpasso è sempre un sorpasso. Ma ammette che ci saranno dei correttivi per le qualifiche già a Miami: “L’elemento più importante su cui tutti quanti siamo d’accordo è che in qualifica i piloti devono poter spingere al massimo senza nessun altro calcolo”.
Una cosa su cui sono tutti d’accordo. Sulla gestione dell’energia in gara, invece, Domenicali ha un altro parere: “Il lift and coast c’è sempre stato in Formula 1, ricordatevi l’epoca dei turbo negli anni Ottanta quando i piloti dovevano alzare il piede per non restare senza benzina. Anche questo fa parte del gioco. E il fatto che tutta la parte ingegneristica possa aiutare i piloti a sviluppare al massimo la performance della macchina è un altro elemento che deve essere visto in maniera costruttiva e positiva”.
Il ceo della Formula 1 ribadisce la volontà di tenere i piloti al centro dello sport: “Loro sono il massimo, sono i migliori 22, il pubblico vuole vederli anche sfidare i limiti fisici. A Miami vedremo già qualcosa di nuovo, i team definiranno gli interventi la prossima settimana”. Domenicali si aspetta un campionato combattuto: “Le squadre stanno sviluppando le loro vetture e continueranno a farlo, i credo che avremo un campionato molto avvincente”. E magari non vincerà solo la Mercedes. Intanto anche Domenicali può godersi le vittorie di Kimi Antonelli: “Non nascondo che quando sento suonare il nostro inno alla fine della gara provo un senso di appartenenza molto forte. Vedere un italiano così giovane, coi valori giusti, che è così competitivo nel nostro mondo, significa tanto per il movimento sportivo del nostro paese, ma anche per la credibilità, perché non dimentichiamo che oggi il mondo del karting in Italia è un mondo di riferimento per tutti quelli che vogliono iniziare la carriera nel motorsport e la sua storia darà sicuramente un altro boost perché ci sono tanti ragazzi che si vedono in lui”. Il presidente Aci, Geronimo La Russa, intervenuto in altro panel, ha ricordato l’appoggio di Aci per i giovani italiani: “L’arrivo di Mario Isola ci aiuterà a far fare un ulteriore salto di qualità nello sport che oltre a Kimi sta già producendo altri giovani talenti come il dodicenne Perico”.
Parlando di piloti italiani è stato logico coinvolgere Nadia Alboreto a 25 anni dalla scomparsa di Michele che verrà ricordato da oggi a Rozzano e poi a settembre al Gran premio di Monza come hanno assicurato Domenicali e La Russa. “Credo che a Michele sarebbe piaciuto Kimi, sarebbe orgoglioso di vederlo dov’è così giovane”. Domenicali ha solo una raccomandazione: “È ancora un ragazzo e non dobbiamo mettergli troppa pressione. Quando cominci a vincere le cose cambiano anche da un punto di vista pratico e quindi dico: lasciamolo crescere. Ha una famiglia straordinaria, devo dire, la squadra, la Mercedes, ha sempre creduto in lui e lo sosterrà. E quindi ci sono tutti i presupposti perché questo ragazzo possa davvero lasciare il segno”. E magari un giorno ritroveremo un pilota italiano a lottare contro la Ferrari per il Mondiale all’ultima gara: “Per me sarebbe un sogno. Vorrebbe dire avere addosso l’attenzione di tutto il mondo”, assicura Domenicali. Per chi tiferà, poi, ce o dirà la prossima volta…