I datiUscire dalla “sindrome italiana”. Il Rapporto Censis su un paese contraddittorio che deve partireI dati fotografano un’Italia arenata tra fatti, parole e paure. Contraddizioni economiche e sociali, con cittadini troppo occupati a stare sul telefono per leggere o andare bene in matematica, mentre la lontananza dalla politica è ormai patologica. Come sbloccarsidiStefano Cingolani7 DIC 24
Il Musk del nostro scontento. Parla il presidente dei possessori italiani di TeslaDa possessori dell'auto elettrica più ganza e riflessiva a fiancheggiatori di Musk. Intervista al presidente dei proprietari di Tesla in ItaliadiMichele Masneri5 DIC 24
L'analisi“X”, “Z”, “millennial”. Dividere la società in categorie alimenta preconcettiCollocare una persona all’interno di una generazione permette di interpretarne il comportamento velocemente, senza dover fare lo sforzo di applicare una personale chiave di lettura, ma non si tiene conto della difficoltà di tracciare "intervalli specifici" per ogni generazione e della variabilità culturalediMattia Manoni5 DIC 24
Il reportNon male l’Italia matematica, ma il gender gap è ancora un problemaSecondo l’indagine Timss 2023, che coinvolge ogni quattro anni più di 60 nazioni in tutto il mondo, l’Italia si conferma a un buon livello di conoscenze matematiche, ma la media dei ragazzi è di 23 punti più alta rispetto a quella delle ragazze in quarta elementare e di 17 punti in terza mediadiPietro Minto4 DIC 24
L'intervistaPaola Mastrocola: "I dibattiti sul patriarcato sfociano spesso in un femminismo formato marketing""Il patriarcato è strutturale nella cultura islamica – dice la scrittrice ed ex docente torinese – non da noi, dove il femminismo ha preso la piega del conformismo"diGinevra Leganza3 DIC 24
terza puntataChe senso ha vietare i social ai ragazzi? ParliamoneLa legge dell’Australia sugli under 16, i genitori che esultano, i figli che non capiscono, le scuole che osservano e i nuovi confini della libertà, dell'educazione e della responsabilizzazione. Un girotondodiRedazione3 DIC 24
Spegnere i social media è possibile, modificare la nuova cultura di massa noIl governo australiano può “spegnere” i social media, difficilmente, però, potrà modificare delle mentalità che da tempo si sono fatte culturadiFederico Tarquini3 DIC 24
Medio orienteL’uso disinvolto della parola “genocidio” è combustibile per il nuovo antisemitismoServiva l'intervento di Liliana Segre per rimettere al suo posto questo concetto abusato, diventato ormai criterio esclusivo di orientamento morale. Un rovesciamento in cui per stabilire chi ha ragione in una guerra sembra decisivo solo il numero delle vittimediLucetta Scaraffia3 DIC 24
Un passaggio al livello sui social non può che fare beneUna misura che somiglia all’invenzione della patente di guida per maggiorenni. Ci vollero decenni per regolamentare il caos, il pericolo e gli incidenti. Con i bambini la responsabilità è tutta nostra, con gli adolescenti sono invece per un dialogo preventivodiMarco Simoni3 DIC 24
Vietare i social ai ragazzi? No, l’educazione esercitata con divieti e imposizioni non funzionaL’intento educativo è ragionevole, ma l’educazione esercitata con divieti e imposizioni, benché sembri più semplice di una complessa opera di persuasione personale, alla fine spesso risulta inefficace se non addirittura controproducentediSergio Soave3 DIC 24