Società
Il paradosso del fresco •
Che la amiate o no, l’aria condizionata alza le temperature tentando di abbassarle
Il condizionatore è un ottimo indicatore delle contraddizioni della natura umana. Per stare fresco devi riscaldare l’ambiente e la colpa è del primo principio della termodinamica. La soluzione potrebbero venire dagli alberi, ma occorre ripensare le città

Foto Ansa
Non so se siete contro o a favore dell’aria condizionata, ma sono sicuro che nelle ultime 24 ore avete litigato per l’aria condizionata. Se siete contro avete discusso con quello favorevole e viceversa. Fra l’altro, i litigi sull’aria condizionata prevedono varie sfumature: da favorevole, si può litigare con uno altrettanto favorevole. Però convinto che se il termostato è a 16 gradi poi si avranno davvero 16 gradi. Con un altro che, contemporaneamente, apre le finestre e accende l’aria condizionata, perché magari inconsapevole del primo principio della termodinamica, vuole nello stesso tempo aria naturale e aria condizionata. Se siete contrari o favorevoli, sappiate che non siete soli. L’aria condizionata sta scavando un abisso culturale, per esempio, tra francesi e americani.
I primi sono poco inclini all’aria condizionata, i secondi la usano a manetta. Del resto, i francesi si sa, sono eleganti. Cosa ti hanno insegnato i tuoi genitori?, chiesero a Fanny Ardant, e lei rispose: a non correre sotto la pioggia, perché è poco dignitoso. Una risposta così da un americano te la sogni. Difatti, per declinazioni successive, i francesi trovano poco eleganti quei condizionatori sui tetti (a Parigi bisogna chiedere un permesso speciale), come del resto (sempre a Parigi) mica si possono stendere i panni fuori dalle finestre: è poco dignitoso. Gli americani non ci pensano all’eleganza, infatti hanno detto ai francesi afflitti dall’ondata di caldo: ma scusate, perché non accendete l’aria condizionata? Loro hanno risposto che l’aria condizionata non risolve il problema degli incendi dei boschi e delle isole di calore in città. Il che è vero, ma intanto stai con la mente e col corpo fresco, e ci puoi pensare meglio. Agli incendi, dico. Niente, qui si scontrano due grandi concezioni, entrambe con grandi problematicità e questioni irrisolte. Ma forse per appianare le nostre anime stremate pure di notte dal caldo, si potrebbe aggiungere un commento a margine.
Se siete favorevoli o contrari sappiate che l’aria condizionata è un ottimo indicatore delle contraddizioni della natura umana. Per star fresco devi riscaldare l’ambiente. La colpa è sempre del primo principio della termodinamica. E sebbene abbiamo problemi anche con le frazioni, possiamo tuttavia accorgerci del funzionamento di questa elementare legge fisica quando usciamo dal nostro appartamento dove il termostato è fisso sui 15 gradi e passando sotto la nostra finestra diciamo: cos’è questo vento caldo? Da quale paese africano verrà? E niente, viene da casa tua. E guardando gli interminati spazi e al sovrumano ronzio di centinaia di condizionatori che rinfrescano chi sta dentro e riscaldano chi sta fuori, pensi che in fondo la colpa non è nostra.
Siamo troppo limitati per capire che i nostri sogni a volte si risolvono in incubi. Volevano salvare la vita ai bambini che morivano di febbri malefiche? Ebbene, l’abbiamo fatto (vaccini, antibiotici, migliore alimentazione) ed eccoci qui, 8 miliardi di bambini cresciuti, i quali, in virtù della nota triangolazione del desiderio, chiedono aria condizionata. Volevamo elettrificare il pianeta per portare la luce? Fatto! Ma estraendo fossili che hanno contribuito alla crisi climatica. E via così. In attesa che nuovi sogni ci restituiscono un ambiente più sano (e sperando che gli incubi futuri siano limitati) possiamo testare una soluzione di compromesso: gli alberi. Sono condizionatori naturali, in virtù della vecchia e cara fotosintesi. Certo, non è sufficiente piantarli ma vanno integrati nella fitta rete urbana, ciò significa ripensare la città. Una cosa a lungo termine, che i politici, afflitti dall’orribile contingente, non possono elaborare. Dunque, temo che con le successive ondate di caldo, pur di riprenderci dalla spossatezza penseremo risolvere il problema qui e ora anche se questo significherà riscaldare l’ambiente da qui a domani. Che dire, un ritratto della natura umana così, solo l’aria condizionata riesce a farlo.
