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Le incoronazioni costano, scandalizzarsi no

La spesa per l’incoronazione di Carlo III d’Inghilterra è stata di settantadue milioni di sterline. Non sono pochi soldi, ma in Italia abbiamo preferito investire soldi pubblici, per un valore millecinquecento volte più grande, nel Superbonus
22 NOV 24
Ultimo aggiornamento: 14:03
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È vero, settantadue milioni di sterline sono un sacco di soldi: io, ad esempio, esiterei a elargirli a un accattone che me li domandasse per strada, oppure a pagarci il conto di una cena al ristorante, e perfino a investirli per ristrutturare casa. Ciò nondimeno fatico a comprendere lo scalpore insorto quando è stato rivelato che tale è stata la spesa per l’incoronazione di Carlo III d’Inghilterra.
Uno potrebbe far notare che le spese di apparato sono sempre notevoli, e che la medesima cerimonia, svolta in un sottoscala con una corona di cartone, non avrebbe avuto lo stesso impatto; che l’incoronazione è un momento storico, la cui estrema rarità giustifica che si largheggi un po’; che il solenne accesso al trono di un sovrano riguarda tutti i sudditi, volenti o nolenti, fino a che non decideranno di istituire la repubblica; che l’indotto dell’incoronazione ha beneficiato gli stessi cittadini, le cui tasse erano state destinate all’evento; che in Italia, non avendo incoronazioni da organizzare, abbiamo preferito investire soldi pubblici, per un valore millecinquecento volte più grande, nel Superbonus 110%.
Sono ragionamenti troppo sottili. Basta far notare che l’incoronazione di Carlo III, per limitarci al solo Regno Unito, è stata guardata da venti milioni di persone: il suo costo complessivo è stato dunque di tre sterline e mezzo per ciascuno di loro, meno di un biglietto per il cinema, più o meno come andare a prendere un gelato. È vero però che le incoronazioni costano, mentre scandalizzarsi senza motivo è molto più economico.