Il Pd punta al campo largo su Roma (ma sui rifiuti c’è ancora molta strada da fare)

Gualtieri punta al bis, intanto però in Regione i Cinque Stelle attaccano Rocca per attaccare anche il termovalorizzatore voluto dal sindaco

23 APR 26
Ultimo aggiornamento: 09:57
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EPA/QUIQUE GARCIA

Roma. Il campo largo nazionale, con le sue ambizioni, si proietta su Roma (obiettivo amministrative del 2027), con il sindaco dem Roberto Gualtieri che punta al bis e la macchina per la rielezione già ufficiosamente partita, anche attraverso una app modello Mamdani: da tre mesi, infatti, cioè da una sera di febbraio al teatro Brancaccio, “Roma per Gualtieri”, piattaforma con logo che rimanda alla metropolitana di Londra, ma con la scritta “Gualtieri” al posto di “underground”, è attiva per il dialogo dal basso e porta a porta con i cittadini (e lunedì 27 si farà promotrice di un’“intervista dal vivo” al sindaco, alle Officine Farneto). Ma campo largo significa anche incertezza, e non soltanto rispetto agli alleati, ma anche nel quadro di un allargamento della coalizione. Cosa succederà rispetto alle liste? Si dovrà far spazio a qualche nome non Pd, ed eventualmente in quale direzione? E si favorirà il rinnovamento interno? E’ presto per capire, ma non per registrare, intanto, il segnale arrivato ieri a proposito dell’intesa con i Cinque stelle, segnale che, per interposto bersaglio e schieramento, sottolinea un ostacolo sul piano del dialogo. In Regione Lazio, infatti, ieri il M5s ha preso di petto il governatore di centrodestra Francesco Rocca sul piano rifiuti, definendolo “medioevo ambientale”, e attaccando però, nel contempo, anche il progetto del termovalorizzatore voluto dal sindaco Gualtieri. “Mentre la Ue corre verso l’economia circolare si sceglie la via pigra: bruciare tutto”, era il concetto espresso in una nota dal gruppo M5s alla Regione: “Invece di puntare sul recupero di materia, la destra dirotta le risorse verso l’ammodernamento di impianti che servono solo a mantenere in vita un sistema obsoleto. Siamo davanti a un paradosso inaccettabile che spacca il Lazio in due: a differenza delle altre province, a Roma viene concesso il ‘privilegio’ di bruciare l’indifferenziato tal quale senza alcun pre-trattamento. E’ una sudditanza politica al modello commissariale che finisce per punire i cittadini dell’hinterland romano, condannati a respirare i fumi di materiali che dovrebbero essere riciclati e che invece finiranno direttamente nel forno di Santa Palomba”. Come si potrà superare (o tacitare) la contrarietà del M5s al termovalorizzatore di Roma, è il problema che i demiurghi del campo largo romano dovranno porsi.