Roma. C’è la terza linea della metropolitana (la famosa linea C, impreziosita dalle due nuove archeo-stazioni di Colosseo-Fori Imperiali e Porta Metronia), con la futuribile fermata di Piazza Venezia che campeggia con un cantiere tubolare di fronte al Milite Ignoto. E c’è la quarta pista dell’aeroporto di Fiumicino. Da un lato e dall’altro ci sono due uomini e due schieramenti: il sindaco dem Roberto Gualtieri – che ha già annunciato la ricandidatura e che sulle grandi opere (dalla metropolitana al termovalorizzatore al nuovo stadio, fino al contenitore che va sotto il nome e il sogno delle Olimpiadi 2040) sta costruendo una via pre-elettorale – e il vicepremier e ministro dei Trasporti leghista Matteo Salvini, uomo del ponte sullo Stretto ma anche, per quanto riguarda la Capitale, della grancassa attorno a un’opera strategica per la città che, ai tempi d’oro della Lega, tra il 2016 e il 2020, Salvini considerava contendibile al punto da ingaggiare battaglie mediatiche sulla legalità con l’allora sindaca Virginia Raggi: la quarta pista per l’aeroporto di Fiumicino. Il 12 maggio, infatti, è stato presentato al ministero dei Trasporti il Piano nazionale degli aeroporti per il periodo 2026-2035. E per l’hub Leonardo da Vinci, scalo da 50 milioni di passeggeri all’anno, si prevede uno studio di sviluppo (sostenibile) per intervenire su 150 ettari all’interno della riserva naturale del Litorale romano, e creare così una nuova pista che permetta di riprogrammare i voli in modo da ridurre l’impatto di inquinamento acustico e traffico. E la grancassa non è casuale: la destra, al momento, non ha un candidato per Roma, cosa che fa presagire infiniti tavoli di coalizione come a monte delle amministrative del 2021, quando, alla fine, venne buttato nella mischia, senza successo, il nome di Enrico Michetti. Per scongiurare una simile situazione, all’altro capo del centrodestra, e cioè presso Noi Moderati, l’ex ministro Maurizio Lupi, qualche giorno fa, ha puntato il riflettore sul temporeggiamento (è ora di trovare un candidato comune, è il concetto). Macché: a livello collettivo tutto al momento tace anche se, per la Lega, si è fatto avanti l’ex europarlamentare Antonio Maria Rinaldi, e anche se, a intermittenza, qualcuno nel centrodestra invoca (invano) l’avvento federatore di un Carlo Calenda o di un Giovanni Malagò. Intanto la Lega salviniana, vista l’impasse, punta al rilancio sulla scia della quarta pista aeroportuale (e, già che c’è, contro le piste ciclabili volute da Gualtieri).