"Primarie ognuno per sé, e per unirsi si vedrà", dice Onorato

Il leader di Progetto civico Italia punta su "dieci proposte con copertura" e dice: "Bisogna partire dal valore aggiunto che ognuno può portare al centrosinistra. Solo dopo si può andare a vedere se c'è lo spazio politico per presentarsi uniti". E Matteo Renzi? "Noi siamo diversi, veniamo dal basso, siamo civici. Renzi è un’altra storia"

Immagine di "Primarie ognuno per sé, e per unirsi si vedrà", dice Onorato

Alessandro Onorato

“Prima andiamo alle primarie, ognuno con la propria specificità, e poi vediamo se ci sono le condizioni e lo spazio politico reale per unirsi. Altrimenti rischiamo di perdere i potenziali elettori che non votano più e che chiedono novità”. A parlare è il leader di Progetto Civico Italia e assessore romano Alessandro Onorato. La sua visione del centro del centrosinistra – che Onorato non considera “centro” ma forza (o insieme di forze) “nettamente riformista, capace di fare quello che finora ci hanno detto essere impossibile” – è una visione in movimento. Non si parte cioè dall’incontro di tutte le componenti del centro del centrosinistra, come chiede il leader di Più Uno Ernesto Maria Ruffini. Onorato dice che con Ruffini “parla spesso” e che “ha già fatto un passo” unendosi con Avanti Psi di Enzo Maraio, ma che “bisogna partire dal valore aggiunto che ognuno può portare al centrosinistra, declinato su proposte concrete. Solo dopo si può andare a vedere se e come presentarci uniti”.
Le proposte, nel caso di Onorato, sono quelle lanciate duranti gli Stati generali del PcI: dall’emergenza abitativa alla sicurezza, dall’immigrazione al Daspo per gli stalker: “Dieci proposte, con le rispettive coperture già indicate”. Se altri le condividessero, non si potrebbe aggregare un soggetto unico? “Ripeto: presentiamoci anche divisi alle primarie ma solo per portare tutta la forza dei nostri rispettivi elettorati – una grande festa di popolo – che coinvolga tante persone disilluse. Durante questo anno, in cui abbiamo girato l’Italia, molti si sono interessati a noi perché hanno visto una moltitudine di amministratori e cittadini che vogliono aiutare il centrosinistra, ma che non si riconoscono nei partiti attuali e vogliono caratterizzarsi per la cultura del fare”.
Fare che cosa? “Pensiamo per esempio si possa unire la solidarietà al rispetto delle regole, vedi su sicurezza e immigrazione. E sull’emergenza abitativa abbiamo una risposta rapida: se si investe il 50 per cento della tassa di soggiorno, come abbiamo fatto a Roma, per comprare case popolari dal mercato privato, si aiutano oltre 30 mila famiglie in 5 anni evitando di creare ghetti o di costruire nuove case, come vuole fare Meloni in un paese a basso tasso di natalità”. Tra le proposte di Onorato, c’è quella sugli affitti calmierati: “Creeremo ‘Abitare’, un’agenzia in capo a CdP, che recupererà sul mercato privato 200 mila alloggi da affittare a canone calmierato, al 25 per cento massimo dello stipendio”.
E poi c’è quella che prevede appunto il Daspo entro massimo 48 ore per gli stalker. Il concetto è: se ricevi una minaccia, non puoi aspettare secoli, rischiando di perdere la vita nel frattempo. Altri soggetti del centro riformista del centrosinistra, scommettiamo, sarebbero d’accordo. Perché unirsi soltanto dopo? “Un’unione non può essere fatta per semplificare”, dice Onorato. I sondaggi però fotografano negativamente lo spezzettamento. “I sondaggi mi sembrano sottostimare la portata delle nuove forze in campo nel centrosinistra, quando traslano i dati territoriali a livello nazionale. Non è detto che restando separati si faccia un danno al centrosinistra. Anzi. Ognuno continui ad arate il suo campo, poi si vedrà”.
C’è chi rimpiange il modello Terzo polo. “Mi pare siano andati a sbattere, con quella formula”. A destra invece ora si aggregano civici attorno al leader di ScN Cateno De Luca. “Pochi civici, in verità: è un’operazione non spontanea decisa al vertice da Giorgia Meloni. Se ci si unisce, ci si deve unire sulla base di due concetti: che cosa vogliamo fare per il paese e come preservare lo spirito di novità”. Matteo Renzi non è abbastanza nuovo? “Noi siamo diversi, veniamo dal basso, siamo civici. Renzi è un’altra storia e comunque oggi non copre tutta la vastità del campo delle forze liberali, socialiste, popolari che sono decisive per la vittoria contro la Meloni”. Primarie in tanti, dunque, e possibilmente, dice Onorato, “a turno unico e online: si usa la spid per tutto, possibile che non si possa usarla per le primarie?”.