Romeo a sostegno di Garavaglia: "Gli elettori vogliono rinnovamento, altrimenti non votano più Lega"

"Fuori dal partito le persone ci dicono che o rinnoviamo o scelgono qualcun altro", dice il capogruppo della Lega al Senato. L'ex ministro del Turismo sfiderà Salvini al congresso: "Più volte ho tentato di sentirlo, ma non ha mai risposto". Durigon smentisce: "Lo ha sentito, forse si è dimenticato"

23 OTT 26
Ultimo aggiornamento: 12:39
Immagine di Romeo a sostegno di Garavaglia: "Gli elettori vogliono rinnovamento, altrimenti non votano più Lega"

Foto ANSA

Massimiliano Romeo, capogruppo della Lega al Senato, si sente vicino alla visione "più pragmatica e più vicina ai territori" di Massimo Garavaglia, candidato al congresso del partito contro Matteo Salvini. "Il suo programma parla di macro regioni del nord, del centro e del sud e ricalca le proposte che stiamo portando avanti. Così al congresso si confronteranno due sensibilità diverse, una visione più pragmatica e un'altra più ideologica e patriottica incarnata dall'attuale segretario Salvini", ha sottolineato Romeo in un'intervista a La Repubblica.
Pochi giorni fa il senatore ed ex ministro del Turismo (che aveva annunciato al Foglio la sua candidatura) è riuscito a raccogliere le 80 firme per candidarsi alla segreteria della Lega in vista del congresso, che si terrà sabato 24 e domenica 25 ottobre a Milano. Tra le firme, non a caso, spuntano anche quella del governatore della Lombardia Attilio Fontana e dello stesso Romeo. "Io non ho mai chiesto congressi, non ho mai sfidato Salvini, ma ho chiesto una maggiore collegialità e di rinnovare il movimento con una struttura un po' più federalista, quindi una Lega nord, una Lega centro e una Lega sud per dare più centralità ai territori". Quanto alla possibilità di sorprese nel voto congressuale, ha osservato che "nel segreto dell'urna tutto può succedere".
Per Romeo, il Carroccio "deve tornare a essere il partito del fare capace di parlare ai piccoli imprenditori, ai lavoratori autonomi, ai risparmiatori e alle comunità locali". Tuttavia, l'ipotesi di una rottura in caso di riconferma di Salvini è esclusa. "Mai pensato a una scissione – ha detto –. Ma senza dubbio siamo preoccupati perché, al di là dei sondaggi, noi ascoltiamo gli elettori. Fuori dal partito le persone ci dicono che o rinnoviamo o non ci votano più e scelgono qualcun altro". 

Garavaglia: "Più volte ho tentato di sentire Salvini, ma non ha mai risposto"

Lo stesso Garavaglia è tornato oggi sull'argomento. "Più volte ho tentato di sentire Matteo ma non ha mai risposto, evidentemente è tanto preso da tante cose... Io faccio fatica a farne una bene... Non lo so, ma mai rancore con nessuno", ha detto il leghista a Sky Tg24, rispondendo a chi chiedeva se ha sentito in questi giorni Salvini. Sul punto è intervenuto anche il leghista Claudio Durigon, che pur considerando Garavaglia "una persona perbene", ha detto smentito che il leader della Lega non gli abbia mai risposto: "L'ho sentito domenica, so che ha sentito anche Matteo, forse si è dimenticato", ha detto intervistato dal direttore dell'Adnkronos Davide Desario a Napoli.
Il senatore Garavaglia ha parlato delle sue aspettative al congresso: "Io sono già felice di essere arrivato lì ancora vivo, qualche pressioncina l'ho ricevuta, ma fa niente: ho le spalle larghe. Tante volte uno entra Papa ed esce cardinale. Io mi sento più un umile parroco di campagna, chissà". Con il ministro dell'Economia Giancarlo Giorgetti, invece, "mi sono consultato pochissimo, è bastato un sms. Quando si è d'accordo non c'è neanche bisogno di parlarsi. Poi ci siamo parlati. Mi ha detto 'tanto fai quello che vuoi'. Se dovessi scegliere tra certe idee di Borghi e quelle di Giorgetti – ha proseguito – tutta la vita scelgo Giorgetti".
Per Garavaglia, poi, al congresso della Lega bisogna votare con la cabina aperta. "Ci mancherebbe altro, anche per evitare retroscena imbarazzanti, è interesse di tutti evitare dubbi o questioni fastidiose e polemiche", ha spiegato. I suoi delegati vorrebbero la cabina aperta e non chiusa, per evitare che si possa scattare una fotografia e dimostrare per chi si è votato. Garavaglia ha parlato poi della corsa per raccogliere le 80 firme, con un accenno anche al fatto che quelle di Salvini sarebbero di più delle 120 massime previste: "Ho fatica a raccogliere le firme? Enormemente sì, per un semplice motivo: erano state raccolte tutte. Ho dovuto trovare quei pochi a cui non era stato chiesto di firmare, è matematicamente complicato, è per quello che c'è un limite al numero di firme che si possono raccogliere, 120. Non so quante ne sono state raccolte. Questa è un'altra questione ma non mi interessa fare la polemica", ha aggiunto il senatore del Carroccio. Secondo cui "c'è un problema di consenso della Lega. Possiamo recuperare? Sì, tantissimo, per questo ho fatto questa lucida follia di mettermi in campo. Perché ho il privilegio di essere libero e posso fare quello che voglio, non ho problemi. Mi candidano, non mi candidano, amen. Ho 58 anni è posso fare mille altre cose. Il bello è essere liberi".
L'obiettivo è "far crescere la Lega spostandola dallo stereotipo che è di estrema destra, non esiste – ha proseguito –. Il nostro è un elettorato trasversale, il popolo delle partite iva, di chi lavora e di chi dà lavoro. Una Lega pragmatica, che sugli aspetti sociali è addirittura più a sinistra della sinistra". E poi serve "una spinta federalista, vera" e infine "una sana politica liberale, sia in termini di diritti, come l'ascolto dei giovani, sia in economia – ha concluso – ma anche sul fine vita: ascoltiamo la Cei sulle cure palliative".