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l'annuncio al foglio •
Garavaglia sfida Salvini al congresso della Lega (la mano di Attilio Fontana e Giorgetti). La richiesta del voto segreto
L'ex ministro del Turismo correrà al congresso straordinario del Carroccio (rappresentando i nordisti). "E' chiaro che il voto dovrà essere a scrutinio segreto", ci dice
15 OTT 26

Adesso c’è un candidato che sfida Salvini, un hidalghissimo, un leghista pronto a metterci la faccia. E’ Massimo Garavaglia, è un ex ministro, ed è vicino ad Attilio Fontana e Giancarlo Giorgetti. Garavaglia lo dice al Foglio: “Sono pronto a candidarmi al congresso straordinario della Lega, anche solo per goliardia. Sono pronto a correre. E ci divertiamo”. Caro Garavaglia, sul serio è pronto a candidarsi? “E’ vero”. E’ una candidatura che può sparigliare il congresso straordinario, anche solo per testimonianza, anche solo per dimostrare che, oltre alla Noi con Salvini smoderati, oltre al Salvini Papeetino, esiste una parte di Lega che è europeista, orgogliosa di tenere i conti in ordine, una parte che è pronta a contarsi. E’ una Lega che dice Garavaglia: “Non è di estrema destra”.
Non è una candidatura solitaria. Insieme a Garavaglia può convergere tutto il nord e i governatori, Attilio Fontana, Fedriga, Fugatti e Zaia. Cosa ripete Salvini da giorni? Ripete che non ha paura di nessuno, tanto da abbassare il numero delle firme, ripete che non teme nessuno e che sogna congressi con sfidanti. Bene. E’ lodevole. Un leader come Salvini, un sincero democratico, non può che prevedere lo scrutinio segreto. All’ultimo congresso della Lega si è votato per alzata di mano, ma allora Salvini era candidato unico. Questa volta c’è Garavaglia, e il voto, come accade nei congressi autentici, è sempre un voto segreto. Stando alle parole di Salvini non può che essere così. Dice ancora Garavaglia: “E’ chiaro che il voto deve essere a scrutinio segreto”. Chi è Garavaglia? Insieme a Giorgetti è l’economista sobrio della Lega, un bocconiano, ex sindaco e senatore. Già viceministro e sottosegretario dell’economia, assessore al Bilancio con Maroni, è stato anche ministro del Turismo con Draghi. Se Federico Freni, un galantuomo, non fosse stato maltrattato da Tajani (e indicato alla guida della Consob), Garavaglia era il nome che Giorgetti gradiva per lavorare al suo fianco. Se Salvini terrà fede alle promesse, il congresso può essere una festa. E’ un leader così saldo alla guida del partito e i veri leader non temono i goliardici, gli uomini di spirito, i Garavaglia. I leader veri, come Salvini, dovrebbero essere i primi a rammaricarsi che la Lega non venga più seguita da una giornalista come Federica Valenti di Agi, la firma che l’ha raccontata per anni. E’ cominciata con un hidalgo, Attilio Fontana, adesso arriva un hidalghissimo, a conferma che il miglior modo per non perdere la faccia è metterla.
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Carmelo Caruso, giornalista a Palermo, Milano, Roma. Ha iniziato a La Repubblica. Oggi lavora al Foglio
