La Termopili di Garavaglia: ha le firme (grazie a Giorgetti e governatori)

Raggiunge le adesioni per sfidare il segretario della Lega al congresso. Luca Zaia, Massimiliano Fedriga, Attilio Fontana non firmano per Matteo Salvini
22 OTT 26
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Massimo Garavaglia (foto LaPresse)

Gli spartani erano trecento, Massimo Garavaglia ne ha trovati ottanta. Ricordatevi questa storia, prima di dire che la politica è tutta miserabile e senza ideale. Garavaglia sfiderà Salvini al congresso della Lega perché ha raggiunto ottanta firme, ottanta coraggiosi che hanno tutto da perdere, tranne il sorriso. Ve ne presentiamo uno, un deputato, Virginio Caparvi, che ha firmato perché “non voglio una Lega che insegue Vannacci, e vi garantisco che lo pensano in più di ottanta”. Garavaglia lo chiama “un miracolo e adesso il re è nudo”. Era una corsa di bandiera ma si è trasformata in una conta dove perdere sarà bellissimo e vincere doloroso. Salvini ha fatto il pieno di firme ma manca la più pesante a suo favore quella di Giorgetti. Manca la più popolare: Zaia, insieme a quelle di Fedriga, Fontana e Fugatti. Sono Termopili a Milano. (Caruso segue nell’inserto IV)
Hanno firmato per Garavaglia parlamentari: Romeo, Caparvi, Comaroli, Bordonali, Spelgatti, e ci sarebbe anche quella di Daisy Pirovano. Ha firmato per Salvini il presidente del Veneto, Alberto Stefani, che in questi mesi ha provato a far dimenticare, inutilmente, di essere un’appendice, salvo poi metterci la ceralacca con questa firma. E’ vero invece che esiste una mozione del nord immaginata da Molinari, Zaia, Fontana, Fedriga, che vuole essere, un’altra volta, una mano tesa a Salvini, un modo per fargli capire: o decidi in collegialità o dopo Garavaglia avrai un altro Garavaglia. I delegati saranno 706 e bisogna ricordare che Garavaglia ha dovuto cercare le firme in trasferta. I delegati che votano sono i delegati salviniani, quelli che un anno fa lo hanno eletto al congresso di Firenze. Questo congresso straordinario serve per due ragioni: la prima, commissariare Massimiliano Romeo da segretario della Lega Lombarda. La seconda è allungare di un anno il mandato di Salvini. In teoria, se vince il congresso può arrivare fino al 2031, come a Mosca e Pechino, scegliere chi si deve candidare a queste politiche ma anche alle prossime regionali. Salvini ha scelto il congresso elettivo ma lo aveva immaginato, e lo ha dichiarato a Pontida, come un congresso per alzata di mano. Solo la tenacia di Garavaglia lo costringe ora al voto segreto e nel segreto Salvini dovrebbe pensare che al sud, la verità sta sempre nel doppio fondo. Non trascurate la simpatia. Ieri, Salvini è stato intervistato dall’Agi e il vecchio Salvini, quello simpatico, avrebbe chiesto alla direttrice: cara direttrice, ma dove sta la giornalista che per vent’anni ha seguito la Lega, quella Federica Valenti, che ha raccontato il mio assalto al cielo, dove è stata spostata? Garavaglia ce l’ha fatta anche grazie a quella neutralità di Giorgetti. Il suo silenzio era un invito a firmare per Garavaglia, ma immaginate una sua vera parola. Da hidalgo.