Politica
Il caso •
La cabina di Salvini. Chiusa o aperta? Il timore dei delegati di Garavaglia che il voto si possa fotografare (come prova al capo)
Gli ottanta hidalghi che hanno sottoscritto la canddiatura allo sfidante del segretario del Carroccio vogliono la cabina elettorale "aperta" perché hanno paura che nel segreto dell'urna, senza che si vedano le spalle, si possa scattare la foto del voto espresso
23 OTT 26

Matteo Salvini - foto LaPresse
Nel segreto dell’urna Dio ti vede, ma anche Salvini ha bisogno di prove. Occhio, alle cabine del prossimo Congresso Lega. Non è indifferente. Si prevedono cabine interamente chiuse. Che differenza fa? Gli ottanta hidalghi di Massimo Garavaglia, lo sfidante di Salvini, gli ottanta che hanno firmato la sua candidatura (e tra questi si staglia Attilio Fontana) la vogliono "aperta". Il cattivo pensiero è che con la cabina interamente chiusa, senza che si vedano le spalle, si possa scattare la fotografia e dimostrare a Salvini: ho votato per te.
Non è paranoia. Quando Garavaglia parla di "miracolo" c’è più di una ragione. Chi gli ha dato l’elenco dei delegati da contattare? Salvini. Garavaglia lo ha avuto aggiornato e con tutti i riferimenti? E quante sono le firme raccolte da Salvini? Il numero totale non si conosce. C’è solo una informazione diffusa da Luca Toccalini: "Nella sola Lombardia abbiamo raccolto 120 firme". 120 firme nella sola Lombardia su 706 delegati nazionali.
Se Salvini, vince, il suo mandato si allunga di un anno fino al 2030, ma a quel punto sarà a un anno dalla prossima scadenza elettorale e potrà, per necessità, prorogarlo ancora. Più longevo di Xi Ping in Cina. Pechino o Pontida?
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Carmelo Caruso, giornalista a Palermo, Milano, Roma. Ha iniziato a La Repubblica. Oggi lavora al Foglio
