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A Roma vertice Tajani-Occhiuto-Zangrillo. In scena la "direzione" di Forza Italia
Il leader di FI, il governatore calabrese e il ministro per la Pa si sono dati appuntamento in via San Lorenzo in Lucina. Il confronto fra azzurri dopo le parole del vicesegretario forzista

Antonio Tajani, Roberto Occhiuto e Paolo Zangrillo si sono dati appuntamento a Roma, in via San Lorenzo in Lucina. Ufficialmente l'incontro è stato fissato per parlare di legge di bilancio, ma in realtà è una sorta di direzione di partito e occasione di confronto con il leader di Forza Italia. Il faccia a faccia arriva dopo giorni complicati all'interno del partito. Dopo la vittoria di Fabio Roscioli alle suppletive, il presidente della Calabria ha infatti riacquistato centralità fra gli azzurri, e proprio ieri, come scriviamo qui, ha avuto un altro confronto “franco” con Tajani (mediato da Gianni Letta). Ha preso a girare l’Italia per presentare il suo libro, rilascia interviste in radio e in tv. E proprio in una di queste, a “Un Giorno da Pecora”, ha messo sul piatto un tema di cui nei conciliaboli privati dell’ala Occhiuto si dibatte da tempo: far valere le proprie ragioni “liberali” nel prossimo programma elettorale di coalizione. Sul fine vita “vorrei che ci fosse meno timidezza, che non ci fosse la tentazione di lanciare la palla in tribuna”, ha detto il vicesegretario forzista. “Mi auguro che all’inizio della prossima legislatura si possa fare e che una legge del genere sia nel programma del centrodestra per le prossime elezioni”. Un terreno di scontro non da poco perché da FdI hanno ricordato come una legge sul fine vita non fosse “nel programma di governo”.
Il 30 settembre, durante la presentazione del libro “Il coraggio di governare. Idee liberali, la forza di realizzarle”, Occhiuto è sembrato rimandare (quanto meno per ora) la scalata al partito. Ha assicurato infatti di essere solo il "vice" e non "l'anti-Tajani", ma al leader di FI ha rivolto comunque diversi appunti e "stimoli" per "cambiare" un partito "ingiallito". Ha sottolineato, ad esempio, che "la comunicazione del partito e del segretario forse andrebbe rivista", che "tutta la classe dirigente recuperi il metro di Berlusconi", senza "spaventarsi per un po' di apertura sui temi della modernità e dei diritti civili", trasmettendo all'esterno le idee "in modo moderno, nuovo".


