Politica
L’altra manovra di FI. •
Zero Irpef per i giovani, pensioni: le mosse di Occhiuto & Co. per rilanciare le idee dei Berlusconi
Il presidente della Calabria esclude (per ora) la scalata al partito ma chiede interventi pensati per i giovani (si cercano le coperture). Allo studio misure per azzerare l'Irpef. Mentre sulle pensioni gli azzurri "prenotano" un miliardo di euro
1 OTT 26

Rimanda (quanto meno per ora, del doman non v’è certezza) la scalata al partito, ché, dice Occhiuto, “non sono l’anti Tajani ma il suo vice”. Ma per non far sì che le prese di posizione degli ultimi tempi, il rilancio della cultura liberale e i programmi da mettere in campo, rimangano lettera morta s’auspica un cambio di passo. Non solo lui, il presidente della Calabria, beninteso. Ma il cosiddetto “asse del rinnovamento” di cui fanno parte anche, a vario titolo, il ministro della Pubblica amministrazione Paolo Zangrillo, il vicepresidente della Camera Giorgio Mulè, la vicepresidente del Senato Licia Ronzulli, parlamentari vicini alla famiglia Berlusconi, tutti partecipi alla presentazione del nuovo libro del governatore alla Galleria Sordi, a Roma. Per questo, quella che chiameremmo corrente di pensiero, la corrente Cologno, sta lavorando a una serie di proposte da inserire nella prossima legge di Bilancio, che secondo Meloni (l’ha ripetuto ieri a un evento del Gazzettino di Venezia) si concentrerà sui “salari e sulla difesa del potere d’acquisto” . Sempre che, avvertenza ai lettori, la partita legge elettorale (ieri si è aperta la discussione generale in Aula alla Camera, oggi ci sarà il primo voto a scrutinio segreto sulle pregiudiziali di costituzionalità) non degeneri e la Manovra venga scompaginata dalla congiuntura politica. Uno tra i primi a muoversi, a livello di richieste, è stato Mulè che proprio in un’intervista al Foglio aveva messo sul piatto un intervento che si ispirasse a quanto fatto da Silvio Berlusconi in passato. “Va ripreso e rilanciato l’intervento che fece il Cav. nel 2001, in legge di Bilancio, per aumentare le pensioni minime attraverso lo strumento della ‘maggiorazione sociale’. L’Inps ha già fatto i calcoli: per alzare le pensioni a 800 euro netti per oltre un milione e 100 mila pensionati con reddito minimo servirebbero 450 milioni. Io credo che si possa avere l’ambizione di arrivare al miliardo, salendo fino a quasi 850 euro netti al mese”, disse l’esponente forzista. Un modo per differenziarsi all’interno della maggioranza, con la Lega che sul fronte previdenziale ha già provato a “prenotare” un ritiro dal lavoro a 64 anni con 25 anni di contributi. Ma se sul segmento meno giovane della popolazione ci si muove in questi termini, nelle ultime ore s’è cercato di intercettare anche il segmento più giovane. E’ lo stato lo stesso Occhiuto a parlare di “no tax area” per gli under 35, in tv e sui suoi profili social. A quanto risulta al Foglio la proposta si sta articolando con un paio di ipotesi a cui stanno lavorando i parlamentari azzurri più vicini al presidente della Calabria. Da una parte si prevederebbe l’azzeramento dell’Irpef per tre anni per i giovani neo assunti tra i 24 e 30 anni, con un limite di reddito fino a 50 mila euro annui. Dall’altro una “smart tax giovani” che prevede l’azzeramento dell’Irpef sui primi 20 mila euro di reddito, per tutti i dipendenti tra i 18 e 34 anni. E poi un decalage dello sconto d’imposta che scende dal 100 per cento a 18 anni al 20 quando si compiono 35 anni. Per poi lentamente estinguersi fino ai 39 anni. Una misura, questa seconda, che potrebbe interessare una platea potenziale di oltre 6 milioni di lavoratori dipendenti under 35. Le coperture sono però ancora in fase di stima, anche se per cospicuità della platea che ne potrebbe beneficiare si tratterebbe di alcune centinaia di milioni di euro. Sullo sfondo resta sempre l’estensione della flat tax che funzionerebbe in maniera incrementale e una misura rivendicata anche da Tajani come la possibile detassazione delle tredicesime. Si vedrà quanto andrà veramente in porto. Per quel che riguarda i rinnovi contrattuali, portati avanti dal ministero di Zangrillo, invece, meno di un anno fa sono stati stanziati 10 miliardi e l’obiettivo è portare a termine la serie di negoziazioni per gli sblocchi del triennio 2025-2027 delle diverse categorie. Ieri intanto è arrivato anche l’ok del Senato al dl Pa che interviene su materie come le assunzioni, le ferie nel pubblico e nuove regole nelle funzioni locali.
Se l’affondo sulla contendibilità del partito da parte dei “disertori” (copyright Tajani), insomma, tarda ad arrivare, quest’asse che dalla Calabria risale fino al Piemonte, guardando a Milano, cerca almeno di ritagliarsi uno spazio nell’agenda economica del partito. Nella speranza, forse, che anche a partire da queste battaglie possa fondarsi una mozione congressuale. Magari subito dopo le politiche.