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Un incontro tra vannacciani e Dugin? Lavarini: "Per il generale è un grande"
Fra i fedelissimi al Vannacci si pensa a un incontro online con l'ideologo ultranazionalista russo. Il coordinatore nazionale di Fn Massimiliano Simoni smentisce: "Nessun contatto, ma come dice il generale, io potrei incontrare chiunque"

Foto ANSA
C'è sempre più Mosca dentro Futuro nazionale? Fra i fedelissimi al generale Roberto Vannacci si pensa a un incontro online tra il coordinatore nazionale di Fn Massimiliano Simoni e Aleksandr Dugin, ideologo ultranazionalista russo spesso indicato come vicino ai circoli nazionalisti e imperiali che hanno accompagnato la guerra di Putin. La data è ancora da decidere, ma la mano dietro il meeting è quella di Roberto Jonghi Lavarini, volto noto del mondo neofascista milanese e vicinissimo a Vannacci. Conosciuto ai più come “il barone nero”, Lavarini dice al Foglio che l'incontro avrà come focus la figura di Julius Evola, filosofo, scrittore e artista italiano noto per i suoi legami col fascismo ispiratore di molti intellettuali di estrema destra. “Certamente qualche accenno alla politica sarà inevitabile, conseguenziale, ma il nostro punto di partenza è culturale e filosofico: la Tradizione e il tramonto dell'occidente liberal capitalista”, dice Lavarini, dicendo che l'incontro avverrà “prossimamente”, ma che “per ora è una mia proposta con loro disponibilità”. Simoni, raggiunto questo giornale, afferma di non essere stato contattato per l'incontro, ma anche di non conoscere troppo bene il personaggio: “Me lo ricordo per l'attentato che fecero alla figlia Daria Dugina”. Lo incontrerebbe comunque? “Come dice il generale, io potrei incontrare chiunque. Ma in questo momento ho ben altri pensieri. Dobbiamo preparare una campagna elettorale forte".
Simoni guarda ai risultati delle suppletive in Calabria, le prime elezioni con il logo di Fn sulla scheda, ben lontane dall'essere un successo, mentre Lavarini allarga l'invito anche a Vannacci. "Sto lavorando a uno stabile scambio di opinioni culturali, filosofiche e geopolitiche fra patrioti italiani, europei, americani (nord centro sud) ed eurasiatici (ex impero zarista di tutte le Russie). In questa ottica, nuova, globale ma multipolare, invito tutti a partecipare e confrontarsi, anche il generale – dice al Foglio –. È un processo ampio, complesso e lungo ma inesorabile e vincente". Ci manda qualche foto di lui con Dugin, conosciuto a Milano ormai un decennio fa. Con Vannacci non ci sono stati ancora rapporti diretti. Ma i due si conoscono bene, assicura Lavarini: "Dugin guarda a Vannacci come fenomeno politologico interessante e ne studia, a debita distanza, l'evoluzione, strategia e tattica". E il generale? "Considera Dugin un grande intellettuale, studioso, filosofo da seguire con attenzione e naturale simpatia". Sarà, ma l'incontro tra i due è ancora una suggestione interna che un appuntamento da segnare sul calendario. Per ora.


