Politica
Vannacciani per Putin •
Il web vannacciano parla come Russia Today
Meme, AI, Meloni “cocainomane”: i profili social vicini al generale diventano megafono della narrazione di Mosca

Su un maxischermo il presidente della Federazione russa apre ufficialmente il Festival internazionale dei Giovani 2026 a Ekaterinburg. Fra i cellulari che riprendere la scena c’è quello di Ugo Rossi, consigliere comunale di Trieste e capogruppo cittadino di Futuro nazionale. Il vannacciano ha trascorso due settimane in Russia in qualità di osservatore internazionale per le elezioni alla Duma. Da quello stesso smartphone, Rossi inonda i suoi social di post a favore dei suoi due leader di riferimento, quello a Bruxelles, Roberto Vannacci, e quello a Mosca, Vladimir Putin. E’ in buona compagnia, ovviamente. La rete social del generale (fra comitati di Fn, esponenti di punta e ammiratori accaniti) brulica di contenuti, molto spesso realizzati con AI e pensati per diffondere in Italia fake news sul conflitto in Ucraina, convincendo quante più persone possibile a vedere in Putin non più una minaccia ma una salvezza.
A Trieste, Rossi propina pillole di propaganda putiniana rozza e a digeribilità immediata. “Cosa preferisci?”, chiede ai follower. In un lato del video ci sono degli immigrati con sopra una bandiera dell’Ue e sotto la scritta “violenza, degrado, povertà”, dall’altro invece c’è la Russia, impersonificata in una donna bionda con un mazzo di fiori in mano e le parole “cultura, bellezza, ricchezza, crescita, rispetto”. Centinaia di commenti elogiano la “grande patria Russia”, e Rossi prosegue. “Cosa scegli? Armi e soldi all’Ucraina o il gas e petrolio russo?”. Anche qui, la brutale distinzione: a sinistra c’è Putin con la tuta da judoka e prezzi del carburante sotto i 2 euro, dall’altro il presidente Ucraino Volodymyr Zelensky con il dito che schiaccia il naso. Foto scelta non per caso. E’ infatti una delle narrazioni più ricorrenti nella disinformazione filorussa contro Zelensky: l’idea che il presidente ucraino sia un corrotto consumatore di droga, e che i leader europei che lo sostengono ne condividano la decadenza.
Settimane fa c’è chi l’ha fatto con ancora più veemenza grafica. Mentre su X è esploso il Vannacci supereroe esoterico (recuperare Andrea Venanzoni del 3 settembre sul Foglio), su Instagram c’è la sua versione da antico romano, con qualche variazione sul tema. Sopra la didascalia “Meglio amici che nemici. Robutin Vladicci” c’è un fotomontaggio del generale e di Putin a cavallo, entrambi sorridenti e senza maglietta. In un’altra immagine il presidente russo versa da bere vodka a Vannacci, in un’altra ancora mangiano spaghetti a tavola. A metterle in circolo è Robertus Vannaccius, account già ricondiviso da Vannacci e dai suoi comitati costituenti, spesso derubricato a “satira irreale”, che nelle ultime settimane ha spinto l’acceleratore sulla sua produzione filoputiniana (e antimeloniana). Nel giro di una giornata sul suo profilo sono comparse decine di storie Instagram in cui la premier Giorgia Meloni e il presidente ucraino sono ritratti come cocainomani. Prima una foto con due aspirapolvere (nominati come i due leader politici), poi due fotomontaggi alla Scarface rinominati “Cokraine”, in cui hanno davanti una montagna di cocaina.
Russia Today, network televisivo del governo russo già limitato dall’Ue, aveva usato lo stesso giochetto nel giugno 2025. “Tutto bene Giorgia Meloni? Avete fatto troppa festa con Zelensky a L’Aja?”, si chiedeva il profilo di Rt ripubblicando un video in cui la premier si stropiccia il naso a margine del vertice Nato. Oggi quello stesso argomento viene fatto proprio da uno dei content creator più popolari del mondo vannacciano. Nel silenzio del generale. Ma non del noto influencer vicino agli ambienti di destra Robby Giusti, che sui social ha bollato come vergognose le accuse mosse alla premier: “Mi aspetto una tua risposta immediata, che tu dica che queste cose non ti rappresentano”, ha detto rivolgendosi a Vannacci.
Ad accendere la miccia era stata la premier stessa, che intervistata dal Foglio aveva definito una regola d’ingaggio ben precisa per la prossima coalizione di centrodestra: non si torna indietro sul supporto a Kyiv. La base vannacciana è esplosa di rabbia, e Robertus Vannaccius è diventato un nastro trasportatore di propaganda putiniana. Prima ha pubblicato una foto in cui il generale abbraccia Putin a favore di camera, poi un video dove Zelensky e Meloni si baciano appassionatamente (didascalia: “Tra coco…nani ci si intende”), e dopo un’intervista di Marco Travaglio: “Zelensky è un po’ come un ragazzo drogato a cui i genitori non hanno mai avuto il coraggio di disintossicarsi”. E dopo aver attaccato Carlo Calenda (“altro ukrainomane”), dice che è tutto un gioco: “Sono meme provocatori. C’è a chi piace lo shock humor stile South park”.
Gli utenti si precipitano a inondare i commenti di bandiere russe e messaggi che festeggiano l’unione vannaccian-putiniana. E i comitati locali di Fn non sono da meno. Quello di Lucera, ad esempio, ha pubblicato un’immagine AI di Zelensky sorridente. Alle sue spalle ci sono le macerie di un bombardamento, con tanto di pompa di benzina che segna 3 euro a litro. “Ci hanno detto che Putin è il cattivo. Intanto quando l’Europa ci ha vietato l’utilizzo delle risorse russe TUTTO è aumentato”, recita il post. Un altro comitato costituente con più di 3 mila follower ha ribaltato le accuse del Financial Times: in una foto AI il cavallo di Troia ha le sembianze di Calenda, tanti piccoli Zelensky escono fuori mentre Guido Crosetto conta contento i soldi del “riarmo”. “Famiglie europee senza prospettive? Tranquilli, prima viene sempre Kiev”, si legge.
Il 20 agosto, poi, la pagina “Futuro nazionale Roma” (20 mila follower) se ne esce con un reel in onore di Daria Dugina, sostenitrice dell’invasione russa uccisa nel 2022 nell’attentato che aveva come probabile obiettivo proprio il padre, Aleksandr Dugin, ideologo ultranazionalista russo spesso indicato come vicino ai circoli nazionalisti e imperiali che hanno accompagnato la guerra di Putin. ”La ricordiamo per il lascito culturale e umano che ha affidato a una generazione – si legge nel post – . L’idea di un’Europa nuova, libera, sovrana e capace di pensarsi dentro un mondo multipolare”.
C’è chi addirittura vede nel generale un erede politico di Putin. “Vannacci può fare il miracolo italiano come Putin ha fatto in Russia?”, si chiede retoricamente un comitato di sostenitori di Fn da oltre 20 mila follower su TikTok. “Putin riuscì a elevare la federazione russa dalle stalle alle stelle. Adesso è la prima potenza economica solida e ricca e i russi vivono nel benessere”, prosegue il post: “Quando una nazione è guidata da un uomo deciso, determinato e patriota, i risultati sono questi”. C’è chi, come un altro utente vannacciano da oltre 100 mila mi piace, vuole immaginarsi il generale mentre stringe la mano a Putin sorridente: “E se succedesse davvero? Il futuro non è scritto ma può essere costruito”. In Piemonte Elia Enoc, del comitato di Fn di Pinerolo/Torino, mostra ai follower la “verità fuori dalla propaganda europea”, pubblicando un video di Putin sottotitolato in italiano che avverte gli europei della falsità di chi lo vede come una minaccia per loro. Il profilo da cui prende il contenuto si chiama “RussiaisntEnemy”, un concetto che su TikTok è praticamente il corebusiness del profilo “Il Generale al comando” (5 mila follower, oltre 73 mila mi piace e “Russia amica” nella bio ). Dalle statistiche inventate (“Il 92 per cento degli italiani sta con la Russia, non con l’Ucraina. #vannaccipremier”) fino agli attacchi complottari nei confronti della informazione mainstream: “Se lo dice Kiev è notizia, se lo dice Mosca è propaganda? I nostri media sentono solo una campana”. Rilancia poi virgolettati di Putin in cui afferma di non avere “piani aggressivi contro l’Europa”, con tanto di ramo d’ulivo poggiato sul tavolo accanto a una bandiera russa, fino a scatenarsi contro Zelensky, dipingendolo ogni volta che può come un corrotto nelle mani dell’occidente. “Povero Zelensky. Indagano tutti quelli intorno a lui e non si accorge mai di niente. Intanto l’Europa continua a pagare. Giorgia, vai a consolarlo”. Seguono poi altre grafiche AI che danno conto di inchieste aperte nei confronti dell’entourage di Zelensky (a cui viene dato del pagliaccio) e nozioni geografiche confezionate ad arte a Mosca: “L’Ucraina non è mai esistita, conosciuta solo per scandali e corruzione perpetua. I nostri nemici sono in Europa”. Il tricolore italiano e quello russo sventolano insieme a una miriade di cuoricini e mani che si stringono.
Oltre all’affetto per Putin, ciò che lega ognuno di questi post è un hashtag perenne: #vannaccipremier. E se da un lato ci sono Meloni, Crosetto, Macron e tanti altri sono bollati come “bugiardi e complici”, mentre cantano sotto una bandiera ucraina, il generale viene ritratto sorridente davanti all’Altare della Patria a Roma: “Hanno dichiarato guerra a Vannacci perché sanno che non sarà mai loro complice”.
NNel cavallo di Troia di Vannacci ci sono soldati che non vedono l’ora di uscire. Lui stesso li titilla innalzando uno shottino di vodka in faccia al Financial Times, che lo ha accusato di essere uno strumento della disinformatja di Mosca. Il post è sul suo profilo social ufficiale, ma sono i suoi seguaci a far rimbalzare i suoi messaggi in giro per i social, spesso esasperandoli fino all’assurdo. Un assurdo artificiale, chiaramente, in cui la satira è la scusa e spesso la sicurezza energetica la giustificazione. Mentre l’AI fa tutto il resto: trasforma in immagini il sogno di una riconciliazione (e una spaghettata) con Putin, sfornando a ciclo continuo munizioni contro Meloni, Zelensky e chiunque difenda Kyiv. I deputati di Vannacci parlano della necessità di ripristinare i rapporti commerciali con Mosca, mentre la base vannacciana fa ciò che gli esponenti di Fn non possono fare in pubblico: supportare Putin agendo da megafono di insinuazioni e attacchi.