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L'appello di Segre: "Si approvi il ddl Antisemitismo all'unanimità, anche con modifiche"
"Resto incredula di fronte alle divisioni che si stanno manifestando sul ddl contro l'antisemitismo. Ci sono temi sui quali un paese civile dovrebbe ritrovarsi unito al di là delle logiche di schieramento", dice la senatrice a vita. Fassino (Pd): "I gruppi parlamentari ascoltino le sue parole"
28 SET 26
Ultimo aggiornamento: 15:35

È essenziale approvare all'unanimità il ddl antisemitismo: la senatrice a vita Liliana Segre lo ha sottolineato in una dichiarazione all'Ansa, rivolgendo "un nuovo, accorato appello a tutti i partiti affinché compiano un ulteriore sforzo di generosità e di responsabilità, mettendo da parte ogni speculazione e avendo di mira il superiore interesse del paese. Nella consapevolezza che una lacerazione su un argomento così sensibile danneggerebbe l'immagine dell'Italia e contribuirebbe ad alimentare un clima di intolleranza e di diffusione dell'odio", ha detto la senatrice a vita. L’approdo del testo nell'Aula di Montecitorio è previsto per il 2 ottobre, dopo essere stato approvato dal Senato a marzo.
Nel frattempo, il tema ha continuato a logorare il centrosinistra dall'interno.
"Resto incredula di fronte alle divisioni che si stanno manifestando sul ddl contro l'antisemitismo. Ci sono temi sui quali un paese civile dovrebbe ritrovarsi unito al di là delle logiche di schieramento", prosegue Segre. "Ricordo quando il compianto amico Furio Colombo propose la legge per l'istituzione del Giorno della Memoria. Egli disse subito che per l'Italia, che nel 1938 aveva approvato con voto unanime della Camera fascista le leggi razziali e che con la Rsi aveva cooperato attivamente alla Shoah, era un punto d'onore giungere ad approvare all'unanimità il Giorno della Memoria. E grazie – ha proseguito – alla sua caparbietà e all'intelligente lavoro di mediazione sul testo riuscì a ottenere alla fine, nel 2000, quel voto unanime del parlamento". Invece "oggi, stando alle dichiarazioni che ho letto, tutte le principali forze politiche condividono tre convincimenti: che siamo davanti a una ondata di antisemitismo; che questo fenomeno debba essere combattuto non solo per tutelare la minuscola minoranza ebraica ma anche perché è un veleno che inquina la nostra vita democratica; che le nuove disposizioni per il contrasto all'antisemitismo debbano salvaguardare il diritto di critica politica al governo di Israele. Quest'ultimo punto mi vede particolarmente attenta, visto che io stessa – ha rivendicato la senatrice a vita – ho spesso criticato aspramente le posizioni e le scelte degli attuali governanti israeliani, arrivando a esprimere un sentimento di 'repulsione'".
Eppure, secondo Segre, "il testo del ddl all'esame della Camera non presenta da questo punto di vista reali criticità. Grazie al buon lavoro svolto in Senato, sono stati eliminati dalla proposta di legge sia i contenuti di carattere penale sia i divieti che comparivano in alcuni dei testi iniziali. Inoltre, il documento dell'Ihra che il ddl assume contiene questa inequivocabile precisazione: 'Le manifestazioni [di antisemitismo] possono avere come obiettivo lo stato di Israele perché concepito come una collettività ebraica. Tuttavia, le critiche verso Israele simili a quelle rivolte a qualsiasi altro paese non possono essere considerate antisemite. Ciò detto, se per giungere a quella convergenza trasversale che ho sempre auspicato fosse necessario ribadire nel testo il medesimo principio – ha concluso Segre – sarebbe il caso di aprirsi a questa inessenziale modifica pur di salvaguardare un esito unitario".
All'appello di Segre ha risposto il deputato dem Piero Fassino. "I gruppi parlamentari ascoltino le parole della senatrice Liliana Segre e accolgano il suo appello a un sostegno unitario al ddl antisemitismo", ha detto. "La lotta all'antisemitismo non deve essere una bandiera di parte, ma un impegno unitario per combattere un fenomeno che riguarda gli ebrei, ma anche la tenuta democratica della società. Per questo – ha concluso Fassino – è un atto di responsabilità democratica accogliere l'appello della senatrice Segre".


