Politica
La decisione e le reazioni •
Ora è ufficiale: Ranucci via da Report, sarà ricollocato. Al suo posto Giulia Presutti e Daniele Piervincenzi
Il timone passa a due inviati del programma. Al giornalista tre opzioni di ricollocazione: al Tg3, o a Rai News, oppure trasferimento in una sede estera. Il conduttore: "Al mio posto persone che mortificano le professionalità che hanno fatto la storia di Report". Schlein: "Far saltare Report era obiettivo destra". Salvini: "Giusto così". La Russa: "Sono felice"

Foto ANSA
Adesso c'è l'ufficialità. La Rai ha tolto a Sigfrido Ranucci la conduzione di Report. Al suo posto, a partire dalla prossima stagione, Giulia Presutti e Daniele Piervincenzi. Lo scrive il servizio pubblico in una nota: "La Rai comunica che, a partire dalla prossima stagione, la conduzione del programma di inchiesta sarà affidata a Giulia Presutti e Daniele Piervincenzi, entrambi risultati vincitori della selezione Rai per giornalisti professionisti". Il commento amaro del conduttore: "Al mio posto sono state scelte due persone che mortificano le professionalità che per 30 anni hanno fatto la storia di Report e del servizio pubblico". Viale Mazzini annuncia tre porposte di ricollocamento professionale: trasferimento al Tg3 oppure a RaiNews oppure una corrispondenza in una sede estera. Schlein: "Obiettivo della destra era la far saltare Report". La Russa: "Sono felice che l'hanno sospeso, non me ne frega niente dell'attentato. Faceva trasmissioni assolutamente pretestuose e a senso unico"
l'editoriale dell'elefantino
La nota della Rai: chi sono Giulia Presutti e Daniele Piervincenzi
"La scelta – scrive ancora viale Mazzini – apre una nuova fase per uno dei programmi più importanti dell'offerta di approfondimento del servizio pubblico, attraverso una conduzione a due affidata a due giornalisti selezionati e vincitori del concorso Rai, nel segno della professionalità e dell'esperienza maturata sul campo". Nella nota la Rai spiega il perché della sua scelta parlando dei due nuovi conduttori: "Giulia Presutti è da anni giornalista e inviata di Report. Il suo percorso professionale è fortemente legato al giornalismo investigativo e alla realizzazione di inchieste su temi di interesse pubblico. Nella selezione Rai è risultata prima classificata, a conferma di un percorso professionale maturato all'interno dell'Azienda e nel lavoro quotidiano sul campo".
Mentre per Daniele Piervincenzi: "Lui porta a Report una lunga esperienza nel giornalismo televisivo di inchiesta e di approfondimento. È stato inviato e conduttore di programmi Rai quali Nemo - Nessuno escluso e Popolo sovrano, lavorando su temi sociali, criminalità, periferie e realtà territoriali. Nel 2017, durante un'inchiesta realizzata per Nemo a Ostia, fu aggredito insieme all'operatore Edoardo Anselmi: un episodio diventato uno dei simboli del giornalismo d'inchiesta sul campo". Per questa ragione, continua la nota della Rai: "La scelta di Presutti e Piervincenzi vuole dunque sottolineare un principio preciso: il rafforzamento del giornalismo investigativo Rai attraverso nuove professionalità interne all'Azienda, selezionate secondo criteri di merito e competenza".
Nella nota c'è anche un passaggio sul futuro dello stesso Ranucci. In base agli accordi sindacali e alle procedure previste per la gestione dei percorsi professionali "l'azienda ha sottoposto a Sigfrido Ranucci tre possibili opzioni di ricollocazione professionale, coerenti con il suo grado e con l'esperienza maturata in Rai, nell'ottica di garantire una continuità professionale adeguata al suo profilo e alle esigenze editoriali e organizzative dell'Azienda". Come dicevamo, al giornalista sono state fatte tre proposte: trasferimento al Tg3 oppure a RaiNews oppure una corrispondenza in una sede estera.
La Rai, conclude la nota, "ritiene che il valore del giornalismo d'inchiesta, da sempre elemento distintivo dell'offerta informativa del servizio pubblico, risieda nella credibilitàm e nell'autorevolezza che solo una piena indipendenza editoriale e un'imparzialità rigorosa possono assicurare. Con la nuova conduzione a due l'azienda investe su nuove generazioni di giornalisti d'inchiesta e sul valore informativo di un vero servizio pubblico".
Il post di fuoco del conduttore: "Al mio posto sono state scelte due persone che mortificano le professionalità"
La reazione di Sigfrido Ranucci arriva attraverso un post su Facebook: "Sono venuto a conoscenza dall'Ansa che la Rai mi ha sospeso dalla conduzione di Report. Il motivo è che avrei messo a repentaglio la credibilità di Report in seguito ai 2800 articoli in due mesi fatti dai giornali del gruppo Angelucci e comunque di governo, anche da parte del fuoco amico della Rai", scrive. "Cioè – continua – da coloro che sono stati ringraziati ieri da Mollicone per aver sollevato 'cunei d'ombra' sul sottoscritto. Il gioco è fatto".
E arriva l'affondo a chi lo sotituirà: "Al mio posto sono state scelte due persone che mortificano le professionalità che per 30 anni hanno fatto la storia di Report e del servizio pubblico", dice riferendosi alla coppia di inviati che condurrà la trasmissione da settembre. "Il mio non è un addio, non condurrò Report ma condurrò la battaglia più importante della mia vita per la libertà di stampa, lo farò per i miei figli e per i vostri". In conclusione, poi, ci tiene a ricordare i suoi appuntamenti a teatro: "Stasera sarò a Favignana domani ad Agrigento al teatro Efebo, e il 30 a Folrinas vicino Alghero per Diario di un Trapezista".
Le reazioni/1. Salvini: "Giusto così". FdI: "Report torni a fare inchiesta". La Russa: "Sono felice"
Sul fronte politico, il primo a commentare è stato Matteo Salvini: "Giusto così. Ora si faccia chiarezza", ha scritto sui social. "Hanno sospeso Ranucci dalla conduzione di Report? Sono felice, perché faceva trasmissioni assolutamente pretestuose e a senso unico", ha detto il presidente del Senato Ignazio La Russa, commentando la vincenda all'Adnkronos. "Io non lo avrei sospeso per questa vicenda ma per le inchieste che ci sono state nel tempo, di cui sono stato 'gratificato' senza che mai, né io né nessuno della mia famiglia da cento generazioni avesse avuto problemi di giustizia. Eppure mi ha dedicato incredibili, incredibili, trasmissioni". E aggiunge: "Per cui a me non me ne frega niente dell'attentato, di chi è stato, di chi non è stato o se l'ha saputo o se non l'ha saputo. O se l'hanno rimosso da quella conduzione. Ripeto, sono felice perché erano trasmissioni, perlomeno per quelle che ho visto, ne ho viste poche, assolutamente pretestuose e a senso unico".
"Fratelli d'Italia con la scelta di affidare la conduzione di Report a Giulia Presutti e Daniele Piervincenzi auspica che la trasmissione torni finalmente a fare il suo vero mestiere, quello per cui tutti i cittadini pagano il canone, ovvero il giornalismo d'inchiesta", hanno detto invece i componenti di Fratelli d'Italia in Commissione Vigilanza Rai. "L'auspicio è che torni a essere una trasmissione d'inchiesta credibile, dopo anni in cui la sua funzione originaria è stata distorta a vero e proprio organo di faziosa propaganda politica e ideologica", conclude la nota.
Le reazioni/2. Gabanelli: "Lunga vita a Report", Schlein: "Obiettivo destra era far saltare la trasmissione", Avs: "Gravissimo", gli inviati pronti alle dimissioni in blocco
"La decisione della Rai condanna la vittima di un attentato", ha detto il legale di Sigfrido Ranucci, l'avvocato Roberto De Vita. "Report – continua – e l'indipendenza dell'informazione pubblica. Lui, per adesso, non condurrà Report, ma condurrà la piu' importante battaglia per la difesa della libertà del giornalismo d'inchiesta, in ogni sede". All'AdnKronos è intervenuta anche Milena Gabanelli, fondatrice del programma e prima conduttrice. Si è limitata a dire: "Lunga vita a Report!".
Sul tema è intervenuta la segretaria del Partito democratico Elly Schlein: "La destra ha ottenuto esattamente quello che era il suo obiettivo: dopo anni di attacchi e di querele a Ranucci e a una trasmissione ritenuta scomoda come Report, arrivano oggi all'obiettivo di farla saltare. TeleMeloni non ha nemmeno aspettato che i magistrati facessero chiarezza e luce su quanto accaduto e questa credo che sia la migliore dimostrazione che l'obiettivo era uno solo da ben prima di questa vicenda giudiziaria". Il commento a margine della festa dell'Unità a Rivalta sul Mincio. La dem continua: "Questo è l'ultimo governo che mette becco sulla Rai perchè noi abbiamo già una proposta unitaria insieme alle altre opposizioni, per fare finalmente la riforma che è dovuta, visto che una norma europea dice che la Rai deve essere libera e indipendente".
Anche la presidente della senatrice già presidente della Commissione parlamentare di Vigilanza Rai, quota Movimento 5 stelle, Barbara Floridia: "Aver fatto fuori Sigfrido Ranucci dalla conduzione di Report era un obiettivo di questo governo e oggi lo hanno portato a termine. Non abbiamo nulla contro i giornalisti indicati per la conduzione, ma queste modalità rappresentano un vero e proprio golpe", dice. Continua. "Non solo si fa fuori quello che fino a prova contraria resta una vittima, ma non c'è stato alcun reale coinvolgimento della redazione. L'Italia ripiomba nei tempi bui dell'editto bulgaro di Berlusconi con quello che possiamo definire 'Editto Meloni'. (...) Da oggi quando la maggioranza verrà a parlarci di ricostituire la commissione di vigilanza, le nostre barricate saranno ancora più alte. Nessun dialogo con chi ha messo in piedi e portato a termine questa operazione brutale, autoritaria e fascista. A chi dentro la Rai guarda con sgomento quello che sta accadendo diciamo di tenere duro: manca poco e i responsabili di questo sfacelo dovranno fare le valigie".
"La decisione assunta dalla Rai è per noi completamente irricevibile", scrivono invece in una nota gli inviati storici di Report. "È inaccettabile – proseguono – per il metodo, dal momento che l'azienda ha rifiutato qualsiasi interlocuzione con la squadra in queste settimane facendoci apprendere la scelta dalle agenzie, e nel merito, dal momento che le figure scelte non sono in alcun modo rappresentative della storia e dei valori di Report''. Da quanto si apprende avrebbero intenzione di dimettersi in blocco.
"La decisione di estromettere Sigfrido Ranucci dalla conduzione di Report è gravissima: la Rai punisce quella che, fino a prova contraria, resta la vittima di un attentato e colpisce uno dei pochi spazi del servizio pubblico che ancora svolgono un giornalismo d'inchiesta libero e indipendente", hanno detto in coro i due leader di Alleanza verdi e sinistra Nicola Fratoianni e Angelo Bonelli. "Non c'è stato, inoltre, alcun reale coinvolgimento della redazione, costretta ad apprendere la decisione dalle agenzie e ora pronta ad abbandonare in blocco il programma. Presutti e Piervincenzi sono due ottimi professionisti e nei loro confronti non c'è alcun pregiudizio. È evidente – concludono – che la destra ha usato la vicenda dell'attentato per far demolire Report.
La decisione dopo giornate di riunioni
La decisione arriva dopo una settimana di riunioni interne in Rai. Martedì l'amministratore delegato, Giampaolo Rossi, il direttore degli Affari legali, Francesco Spadafora, e il direttore delle Risorse umane, Felice Ventura avevano convocato un incontro per approfondire tutti gli aspetti della vicenda e valutare per il giornalista la proposta di un ruolo alternativo che fosse in linea con la sua qualifica. "In queste ore e in questi giorni i vertici Rai sono al lavoro per il mio allontamento da Report", aveva scritto su Facebook Ranucci.
Il caso Ranucci-Lavitola
Ieri, gli inviati di Report hanno espresso la loro contrarietà "a qualsiasi ipotesi di conduttore e capoautore esterno alla guida di Report". Sottolineando come qualsiasi scelta differente sarebbe stata ritenuta "ostile e tesa alla normalizzazione e al commissariamento" della trasmissione. "È ormai evidente – si legge in un documento diffuso dagli inviati – come l'annunciata rimozione di Sigfrido Ranucci dalla conduzione di Report abbia a che fare solo in parte con la vicenda Lavitola e che segua in realtà un preciso disegno politico. Lo si evince dalla violenza con cui, prendendo a pretesto l'indagine giudiziaria sull'attentato, alcuni gruppi editoriali legati a partiti della maggioranza abbiano preso di mira la trasmissione, i suoi giornalisti e le principali inchieste mandate in onda, con il chiaro intento di delegittimare e infangare uno degli ultimi presidi di libertà e di indipendenza informativa del servizio pubblico".
"Per questa ragione – continuavano i giornalisti – alla luce della ridda di nomi circolati nelle ultime settimane, esprimiamo la nostra contrarietà a qualsiasi ipotesi di conduttore e capoautore esterno alla guida di Report. All'interno della redazione ci sono infatti già le professionalità necessarie, che in questi anni hanno fatto funzionare la macchina del programma. Qualsiasi scelta differente sarà da noi giudicata come ostile e tesa alla normalizzazione e al commissariamento del programma".




