Politica
Sigfrido il Satiro •
Francesca Pascale: "Attaccate pure Ranucci su tutto, ma non sul sesso"
E se Sigfrido è un dongiovanni, "Lavitola era un bracconiere". Da olgettine a suorine. Dopo averlo trasformato in martire, la destra gli dà del maiale. Liberali, ma non troppo

Roma. Tenetevi il martire, lasciateci il satiro. L’unico Ranucci che c’ispira oramai simpatia è quello forse affetto da satiriasi. Il frattacchione zozzone. Il reporter lascivo, dietro l’eroe civile. Ma se a destra c’è già chi ne fa un martire – tramite epurazione – non manca chi coroni l’opera dandogli del maiale. Eravamo e siamo tutti puttane, sì, ma cosa sono invece i figli e i fratelli di Berlusconi? I giornali e le giornaliste liberali, libertari, che riesumano il Me too giusto adesso che Conte ha inumato il woke? “Sono contraria a Ranucci in tutto e per tutto”, ci dice Francesca Pascale che tanto ha amato il Silvio peccatore e oggi santo. “Sono contraria a lui, al suo programma, al suo mondo, ma non lo attaccherei mai sul piano sessuale”.
Lo attaccano parecchio su quello. “Lo attaccano, da destra, perché è tutto un gioco delle parti”.
Sì. E infatti ci sono croniste che raccontano cene poco eleganti, al quartiere Prati, e poi fanno outing – si dice così – per altre colleghe, ma senza consenso, che il Satiro avrebbe lusingato. “E lo accusano, loro, come un tempo la sinistra con la bava alla bocca accusava Berlusconi”.
Ieri olgettine oggi suorine? “Io non condivido questo metodo. Non lo farei mai. Però chiariamoci: Ranucci sta subendo quello che ha sempre fatto agli altri. E chi lo attacca ha imparato il giochino da lui”. Certo. Ranucci non è SigSilvio e non è Bill Clinton. Ma… “Ma della vita sessuale non si parla, sono d’accordo. Semmai ci si dovrebbe dedicare, ancora, ai suoi rapporti con Valter Lavitola, che era un bracconiere”. Pure! Che uomo! “Sì! Le assicuro che esistono delle foto di Lavitola sulle carcasse di leoni e altri animali protetti”. Ranucci dongiovanni e Lavitola bracconiere? “Esattamente. E chissà cosa ne pensa Giulia Innocenzi, l’autrice del documentario Food for profit”. Chissà. Speriamo di poterglielo chiedere. “Molto gravi, voglio dire, sono i rapporti di Ranucci con Lavitola e di Lavitola con gli animali. Non certo quelli di Ranucci con le donne. Anche se lui accusava Silvio per molto meno ed è un ipocrita come tutto l’universo che lo sostiene, da Repubblica al Fatto”.
Non è il Cav., l’abbiamo detto, ma il nostro Abbé Pierre. Ranucci ha lottato per la giustizia e ne ha combinata di ogni. Ma, Francesca, lo perdoniamo? “Mah. Non esiste più una destra moderata, e la linea dei giornali di destra, su Ranucci e le donne, non è la mia… Tuttavia comprendo anche loro. E’ il rovescio della medaglia”. Mentre ci parla, Francesca Pascale è in viaggio per Brindisi, dove incontrerà Antonio Tajani anche per questo: “Gli dirò che il partito è allo sbando”. Quanto a Sigfrido... Lo perdoniamo. “Voi siete indulgenti”. Sì. Non sia mai che come tutti gli ex peccatori, nobilitati dal martirio, ce lo ritroviamo di nuovo santo.