Politica
l'intervista •
Parla Cattaneo (FI): “Sul fine vita Meloni non sia influenzata da Vannacci. Berlusconi? Apprezzerebbe”
"Bisogna approvare la nostra legge sul fine vita entro la fine della legislatura. Non dobbiamo farci condizionare dall’estremismo", dice il deputato azzurro
20 AGO 26

Foto ANSA
“Bisogna approvare la nostra legge sul fine vita entro la fine della legislatura. Meloni non si faccia influenzare da Vannacci”. Lo dice al Foglio Alessandro Cattaneo, deputato e responsabile dei Dipartimenti di Forza Italia, fra i primi in Parlamento, insieme al relatore del testo e senatore azzurro Pierantonio Zanettin, a spingere per un pronto intervento legislativo sul tema. Oggi il partito si vuole battere per il fine vita “a ogni costo”, ha scritto lunedì su queste pagine la capogruppo di Forza Italia in Senato Stefania Craxi. “Condivido il suo intervento. Bisogna calendarizzare la legge senza più esitazioni. Non si può più rischiare che questo vuoto normativo sia riempito dalla magistratura e dalle regioni, a volte anche maldestramente e in modo strumentale”, dice Cattaneo. “Oggi c’è la sensazione che lo stato abbia deciso di non esserci”. Per arrivare a meta, però, il centrodestra dovrebbe muoversi come un corpo unico. “Riceviamo supporto dai colleghi leghisti e di FdI”. Dai vannacciani invece la solita opposizione. “Non dobbiamo farci condizionare dall’estremismo”, dice il forzista. “E poi questa legge sarebbe piaciuta anche Silvio Berlusconi”.
La strada da seguire, però, nulla ha a che fare con quella paventata dall’europarlamentare azzurro Massimiliano Salini, che lancia invece un appello al buon senso per non trasformare FI nell’ “ennesimo partito che cerca di intitolarsi la battaglia dei diritti civili”. “Non strizziamo l’occhio al laicismo estremo. E gli elettori lo sanno”, dice Cattaneo, sottolineando che “l’impostazione di Forza Italia è ancora quella del partito che, da liberale e cattolico, sposa la vita. Inorridiamo di fronte a chi vuole l’eutanasia per tutti, ma non possiamo però fare i Ponzio Pilato. E dato che ci rifacciamo ai valori cristiani – puntualizza – FI mette sempre al centro le persone. Non possiamo abbandonarle nel momento più delicato”. E a chi nel partito si giudica il fine vita come non prioritario per il paese, il deputato risponde: “Non lo è finché non si attraversano quei momenti drammatici. In fondo, anche la giustizia per qualcuno non è una priorità, almeno finché non ci si trova ad averci a che fare”. Vale per tanti argomenti, aggiunge Cattaneo, “anche per il congelamento degli ovuli. Su alcuni temi siamo in ritardo, e questo governo deve colmare certi vuoti. Essere conservatori non significa negare l’esistenza di certi dibattiti nella società”.
Accanto ai dubbi interni a Forza Italia (tra chi spinge per i diritti civili e chi teme per le potenziali ricadute negative alle urne), c’è poi lo scoglio del partito di Vannacci. Il suo ideologo Lorenzo Gasperini ha già accusato FI di essere un “partito di sinistra e pro morte”, annunciando inoltre che Futuro nazionale si darà da fare per pungolare la frangia pro vita dei meloniani. Cattaneo però tira dritto e parla a Palazzo Chigi: “Giorgia Meloni deve andare avanti senza paura sul fine vita – dice – Come premier ha dimostrato di avere coraggio su tantissimi temi. Ha l’autorevolezza per guidare questo cambiamento e accogliere la nostra sollecitazione”. E poi, prosegue, “questo è anche un test per dimostrare che il centrodestra non rincorre l’estremismo di Futuro nazionale, in cui comunque alcuni esponenti si sono mostrati molto aperturisti sul tema in passato”. Cattaneo dice che il testo piace ai colleghi di Lega, Fratelli d’Italia e Noi moderati. Avrebbe raccolto il supporto anche di Silvio Berlusconi? “Per come l’abbiamo scritta io credo sarebbe assolutamente favorevole. E’ stata la persona più innamorata della vita che io abbia conosciuto – ricorda – . E sapendo che questo testo di legge può aiutare tante persone a trovarsi meno sole in un momento difficile della loro vita, sicuramente lo avrebbe apprezzato”.
