In Forza Italia c’è chi frena sul fine vita: “Non è un diritto”

L’appello dell'eurodeputato azzurro Massimiliano Salini: “Serve buon senso. Le parole di Craxi sono un ottimo modo per affrontare il tema. A condizione che poi non si dichiari di essere il partito del fine vita”

19 AGO 26
Ultimo aggiornamento: 05:26
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Foto ANSA

Forza Italia preme l’acceleratore sul fine vita? “Tutt’altro”, risponde al Foglio l’eurodeputato azzurro Massimiliano Salini. “Non è un diritto, e non è una priorità”. Eppure su queste pagine lunedì la capogruppo al Senato Stefania Craxi ha messo nero su bianco che “il problema del fine vita esiste” e che il partito si batterà “a ogni costo” per una legge sul tema. Salini ha letto quell’intervento e lo ritiene condivisibile perchè secondo lui da quelle parole “emerge che Forza Italia è il partito delle cure, non del fine vita”. Il contrario del suo titolo. Come mai? “Viene chiarito ad esempio che il Ssn deve al limite verificare l’esistenza dei requisiti di cui parla la Corte costituzionale, ma non può intervenire nell’erogare una prestazione che oggi non è qualificabile come un diritto. Al contrario – spiega Salini – le cure palliative sono ampiamente riconosciute come diritto ma non riconosciute come prestazione in gran parte del nostro paese. Per lo meno, mi auguro che quelle parole abbiano questo senso”. Se non fosse così, “saremmo l’ennesimo partito che cerca di intitolarsi la battaglia dei diritti civili. Esiste già un enorme numero di partitini che questa battaglia, che non condivido, se la sono intestata da anni. Non la troverei una strategia azzeccata”.
L’arrivo di Enrico Costa alla guida degli azzurri alla Camera, e di Stefania Craxi al Senato, ha reso più visibile una linea liberale meno rigida sui diritti civili, in conformità con l’influenza trasmessa al partito dalla figlia del suo fondatore, Marina Berlusconi. L’ultima occasione per rendersene conto è stata il dibattito sul congelamento degli ovuli, che ha trovato sul fronte degli aperturisti proprio il forzista Alessandro Cattaneo: “E’ giusto discutere su come lo stato debba aiutare le donne e in che modo”, ha detto il deputato. Per Salini “le dichiarazioni degli esponenti non vanno confuse dalla posizione di Forza Italia, che invece si ottiene con un dibattito interno. Un partito liberale non è un partito dove ognuno fa quello che gli pare”.
I risultati di un mosaico incontrollato di posizioni si vedrebbero anche alle urne: “Qualche cittadino potrebbe spaventarsi, ma in generale la maggioranza dell’elettorato di centrodestra liberale e cattolico potrebbe sorridere di fronte a un partito che insegue la sinistra su un tema non prioritario”. Su questo punto insiste, sempre da Bruxelles, Flavio Tosi. Che pur allineandosi alla posizione di Craxi sul fine vita ribadisce la contrarietà di Forza Italia al ben più specifico concetto di eutanasia: “E’ una parola bruttissima. Ben diversa dalla scelta di accompagnare al trapasso chi non è in condizioni di vivere dignitosamente nella nostra società”, dice l’eurodeputato. L’importante, sottolinea Tosi, “è che non ci si dimentichi dell’elettorato cattolico, del diritto alla obiezione di coscienza e del rispetto dei confini. Bisogna stare attenti che a forza di derogare al rispetto di determinati limiti non si arrivi addirittura a consentire la clonazione, la vendita di organi e di chissà che altro”. Salini lancia un appello al partito: “Serve buon senso. Le parole di Craxi sono un ottimo modo per affrontare il tema. A condizione che poi non si dichiari di essere il partito del fine vita”.