La ricetta di Renzi contro Conte è un patto di ferro tra i partiti: alle primarie vinca il migliore, ma poi tutti insieme

Il leader di Italia Viva si inserisce nel dibattito sollevato dalle parole del presidente del Movimento 5 stelle sull'Ucraina: "Vinciamo ai gazebo. Le primarie servono a decidere candidato e sensibilità programmatiche. Ma dopo si deve stare tutti insieme"

3 AGO 26
Ultimo aggiornamento: 14:27
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Matteo Renzi - foto LaPresse

Conte o Schlein. Sostegno all'Ucraina o resa. "In tutto il mondo ci sono due sinistre", premette il leader di Italia Viva Matteo Renzi in un post sui suoi social con cui commenta quanto detto da Giuseppe Conte su Ucraina e campo largo. L'ex premier scrive che "ci sono da sempre gli Obama e i Sanders, i Biden e le Ocasio-Cortez", e per questo "le primarie servono a decidere candidato e sensibilità programmatiche". Il nodo, secondo lui, "è che il giorno dopo nessuno si può tirare indietro, chiunque vinca. Perché dall'altra parte c'è Trump in America come Meloni in Italia". Dunque: "Andiamo alle primarie e che vinca il migliore. Con un patto di ferro da sottoscrivere prima: il giorno dopo tutti insieme. Altrimenti non sono primarie ma è una presa in giro".
Renzi incoraggia gli esponenti del campo largo con sensibilità diverse, sull'Ucraina e non solo, a scoprire le carte e a competere. Ma con la promessa di unirsi davvero sotto l'ala di chi sarà designato come portavoce dell'alternativa. Le sue parole arrivano dopo il proclamo di Giuseppe Conte di ieri, che non solo ha affermato la sua contrarietà al sostegno militare a Kyiv, ma ha anche espresso la volontà di designare prima il leader e solo dopo di costruire il programma insieme agli altri partiti, spiegando che, in un qualche modo, il nodo sull'Ucraina "sarà sciolto attraverso il voto delle primarie".
L'ex premier continua: "A chi mi scrive 'io non condivido le idee di Conte, rispondo: nemmeno io. Sull'Ucraina non mi pare che siano molto diverse da quelle di Salvini. Ma in democrazia ci si confronta e ci si misura". Renzi ricorda l'obiettivo di fondo di quest'alleanza: "Noi siamo pronti alle primarie. E soprattutto vogliamo vincere le secondarie per evitare Meloni al Quirinale, Salvini al Viminale e Vannacci premier".
L'idea dell'ex premier sembra volta a mantenere solida l'unità tra le diverse forze politiche, soprattutto perché nelle ultime ore diversi esponenti dem hanno storto il naso. I riformisti del Partito democratico sono passati al contrattacco, e anche +Europa ha criticato le parole del leader del Movimento 5 stelle: "Per quanto ci riguarda, il sostegno militare a Kyiv è un punto imprescindibile di lettura strategica della realtà geopolitica in cui viviamo e che ci tocca direttamente come italiani ed europei, che non può che essere chiarito e definito prima di eventuali primarie", ha detto Riccardo Magi. "Conte lancia una sfida che può essere suicida per una futura coalizione se non verrà raccolta, contrastata e respinta pubblicamente da tutti quelli che non vogliono finire corrivi con la destra italiana ed europea su un tema decisivo della politica internazionale", fa eco anche Benedetto Della Vedova parlando anche se soprattutto con il Pd ed Elly Schlein (che per ora non è espressa).

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