Il Pd sempre più vicino al nucleare. L'altro nodo con gli alleati del campo largo

Schlein apre all'atomo, Bersani giudica "di buon senso" l'approccio del disegno di legge delega del ministro Gilberto Pichetto Fratin. Un altro tema che crea problemi nel campo largo

24 LUG 26
Ultimo aggiornamento: 15:15
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Foto ANSA

Nel Pd c'è chi sta uscendo allo scoperto: il nucleare? Perchè no. La segretaria Elly Schlein ha aperto uno spiraglio. "Il Pd non ha alcuna preclusione ideologica sul nucleare. Da parlamentare europea ho sempre sostenuto la ricerca sulla fusione nucleare", ha detto durante la sua intervista al Foglio, sottolineando come il problema non sia la tecnologia, ma i tempi. Poi è arrivato l'endorsement di Pierluigi Bersani, volto storico della sinistra italiana, membro fondatore ed ex segretario del Pd: "Non ho nessuna reazione ideologica, né emotiva quando si parla di nucleare", ha detto all’evento “Da Fermi al futuro”, organizzato da Open all’Ara Pacis. Occasione in cui ha giudicato ragionevole l’approccio indicato dal ministro dell’ambiente e della sicurezza energetica Gilberto Pichetto Fratin (seduto davanti a lui nella sala): "Facciamo un quadro procedurale e giuridico e poi si vedrà. Se son rose fioriranno, e la politica deve metterci il suo. Mi pare una cosa abbastanza di buon senso". Il percorso dovrebbe essere bipartisan, ma niente referendum: "Io dico di no, lascerei stare". E pur considerando le rinnovabili l'asse per l’autonomia strategica dell’Europa, il "ragionamento sensato" che va fatto invece di un referendum è quello di uno sviluppo di "una ricerca per vedere gli sviluppi credibili del nucleare", convivendo ancora con il gas.
Rimangono gli scetticismi, ma sono aperture dem non di poco conto, che cozzano con le chiusure nette al nucleare fatte dagli alleati del campo largo. Il M5s è contrario all’energia nucleare, sebbene all'approvazione del disegno di legge delega sul nucleare dello scorso giugno il presidente Giuseppe Conte abbia cercato di dimostrare di non avere una posizione ideologica, sostenendo di essere contrario alla fissione ma favorevole alla fusione, che oggi non è neppure una tecnologia capace di produrre energia, quanto piuttosto un ambito di ricerca. Sempre in quel contesto il leader di Avs Angelo Bonelli è stato ancora più duro: "Il governo racconta bugie agli italiani. Il nucleare di oggi presenta molti problemi: la lunghezza, la durata per poter realizzare le centrali, il costo". Per lui, infatti, "il nucleare non è la soluzione, servono rete moderna e investimenti su accumulo e rinnovabili". Eppure, anche all'interno di Avs le aperture non sono mancate. Come scriviamo qui, lo scorso maggio sulla piattaforma Decidiamo (lo strumento di democrazia diretta online implementato dalla federazione) Alessandro Jelveh, rappresentante degli studenti di Fisica all’università di Padova con l'Unione dei giovani di sinistra, ha lanciato una proposta dal titolo "Apertura al nucl34r3". "Se vi chiedete perché la parola sia censurata, è perché questa piattaforma molto democratica automaticamente rimuove proposte con quella parola", ha scritto non senza ironia prima di arrivare al dunque: "Ritengo che si debba smettere con la retorica antinucl34r3 che spesso si basa su argomentazioni antiscientifiche. Ci fa perdere credibilità come persone ragionevoli e oggettive".
Contro la legge delega alla Camera ha votato anche il Pd, sostenendo che la legge fosse solo propaganda. "Io però mi riconosco in quello che dice la segretaria Schlein, siamo a favore della ricerca", dice al Foglio la deputata dem Lia Quartapelle. "Certamente in questo momento l'emergenza italiana riguarda la lentezza con cui si installano le fonti rinnovabili, che è aumentata con questo governo". Le aperture dem, seppure timide, ci sono. Resta da capire quanto e come il tema nucleare sarà affrontato con i colleghi di coalizione, questione più che complessa.