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La miopia sul nucleare del campo largo
La Camera approva la legge delega. L’opposizione non è ancora riuscita ad affrontare sul tema una riflessione equilibrata e laica

Foto Epa, via Ansa
Con i voti dei partiti di maggioranza, Azione e Libdem, la Camera ha approvato il disegno di legge delega sul nucleare. Servirà ancora un passaggio in Senato e poi i decreti attuativi per fornire una cornice normativa che consenta di produrre energia nucleare in Italia. Il ministro Gilberto Pichetto Fratin si è impegnato a presentare i decreti in Parlamento entro il prossimo Natale. Chissà se nel frattempo l’opposizione sarà in grado di affrontare sul tema una riflessione equilibrata e laica, come suggeriva ieri su questo giornale il segretario di Più Europa Riccardo Magi rivolgendosi agli alleati del campo largo.
Le premesse non promettono bene.
Il Pd ha votato no sostenendo che la legge sia solo propaganda. Nelle dichiarazioni di voto è prevalso il giudizio contro il governo, più che il rifiuto di una tecnologia a emissioni zero su cui il partito non riesce a produrre una posizione chiara. Nel M5s ha buttato la palla in tribuna il presidente Giuseppe Conte, che per dimostrare di non avere una posizione ideologica ha sostenuto di essere contrario alla fissione ma favorevole alla fusione, che oggi non è neppure una tecnologia capace di produrre energia, quanto piuttosto un ambito di ricerca. Dall’altro lato c’è Avs, con Angelo Bonelli che ha parlato di “pagina nera della storia” e che mai si sognerebbe di aprire un dibattito sul nucleare, come dimostra un recente episodio di dibattito negato sulla piattaforma del partito, raccontato dal Foglio. Resta Italia Viva, storicamente favorevole ma oggi tiepida, tanto che i renziani si sono astenuti dicendo di non credere nelle capacità di questo governo.
Eppure gli effetti della legge delega si vedranno non oggi, ma durante il lavoro del prossimo esecutivo. Ciò che è evidente oggi, invece, è la totale miopia di un’opposizione che non riesce ad assumersi la responsabilità di una posizione su una tecnologia che non risolve da sola i problemi energetici del paese ma si candida a giocare un ruolo centrale. I sondaggi dimostrano che i cittadini sono sempre più favorevoli. La sinistra preferisce ancora una volta essere l’interlocutore di chi dice no.