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Il campo largo festeggia dopo il voto sulle preferenze: "Meloni a casa"
Riccardo Magi aveva organizzato una "veglia" per la tutela della democrazia dall'approvazione della legge elettorale: si è trasformata in festa. Il segretario di +Europa porta in piazza Elly Schlein, Giuseppe Conte, Angelo Bonelli e Nicola Fratoianni. Il coro è: "Elezioni subito, la premier vada da Mattarella"

Foto LaPresse
Doveva essere una veglia, si è trasformata in una festa. La maggioranza di centrodestra è andata sotto alla Camera dei deputati nel voto sull'importante emendamento sulle preferenze in seno al disegno di legge elettorale. I giochi sembravano fatti: la quadra, dopo settimane di trattative, aveva portato alla presentazione di un emendamento a firma di Fratelli d'Italia, Noi Moderati e Unione di centro condiviso dalle altre due forze di governo: Lega e Forza Italia. Ma i franchi tiratori sono stati troppi e la coalizione è stata sconfitta con un voto. Il boeato del centrosinistra per la sorpresa si è innalzato dentro Montecitorio. E subito dopo le dichiarazioni in Aula dove hanno chiesto le dimissioni immediate di Giorgia Meloni, i leader del campo largo si sono ritrovati fuori, davanti all'obelisco, a un evento organizzato da Riccardo Magi qualche giorno prima.
palude pre-elettorale
Il segretario di +Europa aveva organizzato una "veglia" per la democrazia: anche lui, come tutto il centrodestra, pensava che non ci fossero intoppi all'approvazione dell'emendamento sulle preferenze, così come in generale al disegno di legge elettorale. Ma ecco che la veglia intitolata "la notte della democrazia" si trasforma in una serata di festa: Elly Schlein, Giuseppe Conte, Nicola Fratoianni e Angelo Bonelli si riuniscono per la prima volta dopo l'evento flop di Napoli e rilanciano l'alleanza "più uniti che mai" (smentendo, allo stesso tempo, che l'approvazione del disegno di legge elettorale rappresentasse un rischio democratico, messaggio che voleva far passare inizialmente lo stesso Magi con il suo evento). Per terra margherite bianche, in aria cartelloni: "No al Melonellum".
"Meloni prenda atto di quello che è successo oggi e vada a casa", ha detto Schlein. "Oggi il governo ha beccato un voto di sfiducia, oggi è venuta giù la maggioranza, è venuta giù per l'arroganza con cui ha provato a imporre a questo Parlamento una legge elettorale", ha proseguito la segretaria dem. Lo stesso concetto ripetuto in coro anche da Giuseppe Conte: "Ci avete messo la faccia e avete sfiduciato la presidente del Consiglio. Ora se lei ha senso istituzionale apra la crisi e vada dal presidente Mattarella a dimettersi". Angelo Bonelli invece è più ironico: "Oggi la maggioranza è andata sotto di un voto, quello di Meloni: se fosse venuta in Aula avrebbe potuto ribaltare la situazione".
La richiesta ora è di elezioni, a settembre. E al coro si è aggiunto anche il leader di Italia Viva Matteo Renzi, a distanza, con un post sui social: "Siamo da sempre a favore delle preferenze. E riteniamo una vergogna che a scrutinio segreto i parlamentari della destra abbiano bocciato un emendamento che migliorava la pessima legge elettorale". E attacca anche lui la premier: "A questo punto però il dato di fatto è semplice: la maggioranza non c’è più. Meloni vada al Quirinale subito e si dimetta. Non ha la fiducia del popolo e oggi ha perso anche quella del palazzo".

