Legge elettorale, c’è l’intesa sulle preferenze. Meloni: "No al voto segreto". Ma la richiesta delle opposizioni è accolta

Forza Italia e Lega convergono sul testo di FdI, Nm e Udc. Ma ora il timore dei meloniani sono i franchi tiratori che possono azzoppare la norma. La premier si appella alle opposizioni: "Ognuno si assuma la responsabilità del proprio voto". Ma la presidenza della Camera accoglie le richieste di Pd, 5 Stelle e Avs: in tutto saranno 114 le votazioni a scrutinio segreto

14 LUG 26
Ultimo aggiornamento: 15:46
Immagine di Legge elettorale, c’è l’intesa sulle preferenze. Meloni: "No al voto segreto". Ma la richiesta delle opposizioni è accolta
Spaccatura rientrata. Alla fine anche la Lega e Forza Italia daranno indicazione ai propri deputati di esprimere voto favorevole all'emendamento sulle preferenze alla legge elettorale depositato ieri a Montecitorio da FdI, Nm e Udc, ma senza la firma degli altri due partiti di maggioranza. Il nodo ora è il voto segreto. A fronte della richiesta arrivata dalle opposizioni, però il presidente di turno della Camera Fabio Rampelli ha annunciato che saranno in tutto 114 le votazioni a scrutinio segreto, compreso il voto finale sulla riforma. Questo può trasformare i malpancisti di Carroccio e FI in franchi tiratori in grado di azzoppare l'intesa. Il timore era così concreto da spingere, mentre in Aula si discutevano le pregiudiziali di costituzionalità, a intervenire via social direttamente la premier Giorgia Meloni: "Sfido le opposizioni  a non chiedere il voto segreto. Ognuno si assuma la responsabilità del proprio voto e ci metta la faccia davanti agli italiani. Sì alle preferenze, no al voto segreto". Insomma, la presidente del Consiglio ha provato a dire che il problema del voto segreto non è il rischio di mancata tenuta della maggioranza, ma l'opposizione che vuole occultare il suo no alle preferenze. Una linea di comunicazione condivisa con il resto del partito. Come dimostrano le dichiarazioni del ministro e colonnello di FdI Francesco Lollobrigida che, parlando in Transatlantico con i cronisti, ha detto: "Quello delle opposizioni è atteggiamento che definirei un po' vigliacco. Noi come Fratelli d'Italia non ci sogneremmo mai di chiedere su un voto del genere il voto segreto perché abbiamo il coraggio delle nostre posizioni. Loro puntano sugli intrighi di palazzo, gli stessi con cui facevano i governi". Niente da fare però perché la presidenza della Camera ha accolto le richieste di Pd, 5 Stelle e Avs. Dopo l'annuncio il leader del Movimento Giuseppe Conte risponde a Meloni sui social: "L’appello contenuto nel suo post mi induce a credere che non è sicura dei numeri della maggioranza. Sbrigatevela tra voi. Noi per bloccare i vostri obbrobri useremo tutti i mezzi previsti per il voto parlamentare".
In mattinata il Carroccio aveva affidato la decisione sulle preferenze a una nota, dove si legge: "In vista dei voti previsti da oggi in Aula sulla legge elettorale, la Lega si è riunita per valutare l'emendamento proposto da FdI, Noi Moderati e Udc. Avendo riscontrato che si prevede un sistema misto che garantisce la governabilità e la possibilità di dare voce ai territori per la scelta dei propri rappresentanti, il partito darà indicazione al proprio gruppo alla Camera di esprimere un voto favorevole all'emendamento in oggetto". Anche Forza Italia, dopo una riunione del gruppo intorno a mezzogiorno, aveva confermato il cambio di linea: votiamo l'emendamento. E, via social, persino il leader di Futuro nazionale Roberto Vannacci aveva fatto sapere che i suoi deputati voteranno a favore dell'emendamento, seppur con toni molto critici: "Vorremmo che che tutti i parlamentari fossero eletti con le preferenze, ma oggi voteremo anche questo emendamento, perché è comunque meno peggio".
Le opposizioni invece voteranno in blocco contro l'emendamento. La segretaria del Pd Elly Schlein attacca: "Voteremo contro un compromesso farsa in cui hanno fatto vergognosamente saltare il rispetto dell'alternanza di genere. Ae passa, i capilista potrebbero anche essere tutti uomini. A dimostrazione che pur di difendere il suo potere Meloni è disposta a sacrificare le altre donne".