Annalisa Terranova: "Meloni proponga un patto a Vannacci per entrare in coalizione. Va educato"

La giornalista del Secolo d'Italia al Foglio: "Bisogna proporre un patto e chiedergli: 'Generale, cosa vuoi fare da grande?' Vuoi continuare a essere un disturbatore e lasciare il paese alla sinistra? La cultura di destra non sia solo di opposizione, ma anche riformista". Ma il problema resta Putin

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Giorgia Meloni e Roberto Vannacci - foto LaPresse

"Caro generale, tu cosa vuoi fare da grande?". È la domanda che Annalisa Terranova rivolge a Roberto Vannacci. Parlando col Foglio la giornalista e vicedirettrice del Secolo d'Italia, una vita nel Movimento sociale italiano, cerca di trovare uno scopo alla nuova rumorosa forza politica di Futuro Nazionale, ormai data al sei per cento e sopra la Lega. Ma allo stesso tempo vuole suggerire alcune idee al centrodestra per evitare che il risultato alle prossime elezioni si trasformi in un disastro: "Bisogna che la coalizione proponga un patto, un'alleanza, con Vannacci. Bisogna chiedergli: 'Vuoi stare con noi o vuoi continuare a essere un elemento di disturbo e farci perdere?' È una questione di responsabilità politica". Parole al vento?
Secondo la giornalista se il generale continuerà a rumoreggiare, a fare la palla impazzita la sua fine sarà quella del flop di Gianfranco Fini e di Futuro e Libertà, uno 0.47 per cento. "Piuttosto che fare una campagna elettorale dove si litiga a destra" che non sarebbe un bello spettacolo, "sarebbe molto meglio cercare di inglobare il generale dentro l'alleanza", dove per altro già stava. Lo scopo è duplice: "Innanzitutto così scopri le carte". La proposta di alleanza metterebbe a nudo il generale: "Se dicesse di no, si dimostrerebbe essere solo un elemento di disturbo della politica italiana anziché aiutare la stabilità. In quel momento sarebbe chiaro che l'unico suo scopo è quello di fare la destra estrema accontentandosi di pochi voti".
Ma se invece dicesse di sì, allora Vannacci andrebbe "educato". Sì, educato: "Oggi il vero nodo che impedisce al generale di entrare in alleanza non è l'immigrazione, non è la sicurezza. Ma il rapporto con l'Europa e la politica estera", dice Terranova. In primis perché "bisogna fargli capire che è vero che l'Europa è un miscuglio di nazioni. ma è anche vero che il nazionalismo da solo, inteso come sovranismo, non va da nessuna parte". E il ragionamento è sul ruolo che ha l'Europa: "L'Ue è già disarticolata. Se l'obiettivo è un'Europa più forte e indipendente allora Vannacci può venirti dietro".
Ma c'è anche una questione più pratica: l'Ucraina. "La trasformazione dell'Ue può essere utile anche in questo caso a scoprire le carte: la dipendenza dal filoputinismo c'è o non c'è? Ti serve o non ti serve?". Giù la maschera. "A Trump non interessa trovare un equilibrio per porre fine alla guerra in Ucraina e se lo farà, lo farà a scapito di Zelensky". Per questa ragione occorre difendere Kyiv "e non assecondare le richieste di Putin, o sarebbe l'eutanasia del nostro continente". Se allora Vannacci riuscirà a seguire il centrodestra in questo, "bene".
Altrimenti correrà da solo. "E per il centrodestra sarebbe comunque un vantaggio", spiega Terranova. "Sì perché darebbe la possibilità alla coalizione di svincolarsi da tutta una serie di impresentabili rispetto ai quali Vannacci sta facendo da calamita". La "sporca dozzina" non è un nome che è stato scelto a caso. "Per esempio i filovandeani, filolefebvrianiIo rispetto la posizione di tutti ma dal punto di vista meramente politico non possono aiutare a cambiare la situazione".
Ci si interroga sulla cultura di destra: "La destra non può essere solo di opposizione. La destra deve essere anche cultura riformista. In un paese democratico le cose si cambiano con il dialogo e con le riforme". Meloni ci ha provato ma è andata male. "Si è trovata davanti una sinistra strumentale che dice 'no' a tutto. E che ha fatto del 'no' a Meloni la base sulla quale definirsi e riunirsi. E questo Vannacci lo sa perché non è un cretino".
È in questo che c'è destabilizzazione funzionale alla sinistra: "Usano l'antifascismo come collante di un campo largo che non ha altri orizzonti politici comuni, sapendo che non porta a nulla. Forse è questo il metodo giusto per fargli avere più voti". Di fronte a tutto ciò c'è una via d'uscita: "Si può reagire. Chiamare il generale e creare un programma comune per evitare che il paese torni a essere governato dalla sinistra". Occorrerà capire se anche questa volta rispetto all'Italia Vannacci sceglierà di nuovo Putin.