Nordio a Palazzo Chigi: il governo lo difende, le opposizioni chiedono le dimissioni

Il ministro della Giustizia incontra il sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Alfredo Mantovano. Un'ora e mezza di colloquio in cui i due hanno affrontato anche la vicenda della grazia a Nicole Minetti

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28 APR 26
Ultimo aggiornamento: 04:44 PM
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ANSA/RICCARDO ANTIMIANI

"Mi fido del ministro Nordio. La competenza della grazia non è la mia". Così la presidente del Consiglio Giorgia Meloni sul caso della grazia a Nicole Minetti, rispondendo ai cronisti in conferenza stampa subito dopo il Cdm. "Bisogna ricostruire le cose, ho appreso della grazia a Nicole Minetti dalla stampa", ha detto la premier, secondo cui "questo provvedimento è stato portato avanti nel rispetto della legge e della prassi, poi sono emersi altri elementi". Meloni ha poi detto di essere "d'accordo sul fatto che vadano fatti ulteriori accertamenti". Tuttavia, "non posso dire che ci sia stato qualcosa di errato, di particolare rispetto quello accaduto per le altre 1.245 richieste elaborate in queste anni. Questo provvedimento non ha seguito in niente un iter diverso dagli altri, nel rispetto della legge e della prassi, sono poi emersi altri elementi", ha detto. 
Oggi il ministro della Giustizia Carlo Nordio è stato a Palazzo Chigi. L'auto con a bordo il guardasigilli è entrata attorno alle 13 nella sede del governo, dove si è svolto un incontro con il sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Alfredo Mantovano. Alcune agenzie riferiscono che il colloquio era già previsto ed è incentrato sull'esame di alcuni provvedimenti, ma avviene contemporaneamente al nuovo fronte aperto tra governo e Quirinale dopo la richiesta di chiarimenti inviata dal Colle a proposito della grazia concessa a Minetti

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Il caso è ormai noto. L'ex consigliera della regione Lombardia – condannata a 3 anni e 11 mesi per favoreggiamento della prostituzione e peculato – aveva ricevuto la grazia per ragioni umanitarie, in virtù delle condizioni di salute di un familiare minore. Come scriviamo qui, il procuratore generale di Milano e via Arenula avevano motivato il loro parere favorevole alla grazia sostenendo che l'affidamento in prova ai servizi sociali di Minetti "le avrebbe reso difficile la cura e l'assistenza di un minore, sottoposto, per una grave patologia, a visite periodiche e a terapie specialistiche all'estero". Da un articolo pubblicato dal Fatto Quotidiano, però, emergerebbero circostanze relative al figlio di Minetti diverse da quelle rappresentate al presidente della Repubblica con la domanda di grazia.
La procura generale di Milano ha fatto partire gli accertamenti su tutti gli aspetti emersi, attivando l'Interpol.
Sul versante politico, invece, a stare sotto i riflettori è proprio Nordio. Il quale ieri, dopo che la dem Deborah Serracchiani ne ha invocato le dimissioni, ha risposto: "Prima di chiedere le mie dimissioni l'onorevole Serracchiani avrebbe dovuto rileggere, visto che è laureata in giurisprudenza, l'art 681 del codice di procedura penale, sui provvedimenti relativi alla grazia"

Tra opposizione e maggioranza

Dal lato della maggioranza resta fermo il sostegno nei confronti del Guardasigilli. "Sulla base dell'Istruttoria il ministero e il Colle hanno concesso la grazia, se poi ci sono stati documenti falsi lo accerterà l'autorità competente", ha detto il portavoce e deputato di Forza Italia Raffaele Nevi, che a una domanda sulle eventuali dimissioni di Nordio ha risposto: "Assolutamente no, non ci sono evidenze di errori da parte del suo ministero. Abbiamo fiducia nel ministro che ha dimostrato capacità istituzionali e qualità nel gestire un dicastero molto complesso". Dello stesso avviso Enrico Costa, capogruppo di FI alla Camera, secondo cui le polemiche dell'opposizione contro il ministro Nordio "non stanno nè in cielo nà in terra. Basta conoscere la procedura per concludere come il Guardasigilli non abbia alcuna responsabilità in questa vicenda – ha scritto in una nota –. L'istruttoria, come da prassi, è stata svolta dalla procura generale di Milano, il ministero della Giustizia si è limitato a esprimere un parere conseguenti agli elementi sottoposti". 
L'opposizione chiede chiarezza, oltre che un passo indietro del ministro. "In attesa delle doverose verifiche richieste dal Quirinale e dei necessari e urgenti chiarimenti del ministro della giustizia , è del tutto evidente che siamo di fronte all'ennesimo disastro istituzionale, politico ed etico firmato Nordio", ha affermato Nicola Fratoianni di Avs, chiedendo al ministro prima di chiarire in Aula e poi di dimettersi. Se ciò avvenisse, secondo il deputato del Pd Arturo Scotto, "è probabile che cada il governo".
Più compatto il M5s, i cui parlamentari presenti nelle commissioni Giustizia di Camera e Senato hanno detto in una nota: "A questo punto il ministro Nordio deve fare una sola cosa: dia spiegazioni chiare sull'istruttoria del suo ministero sulla grazia a Nicole Minetti, senza cercare nuovi capri espiatori e risparmiandoci qualsiasi altra esibizione di arroganza e protervia, e poi tolga il disturbo, prima di fare altri danni", hanno scritto Stefania Ascari, Anna Bilotti, Federico Cafiero De Raho, Valentina D'Orso, Carla Giuliano, Ada Lopreiato e Roberto Scarpinato.