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La procura generale di Milano: "La grazia a Minetti? Noi diligenti, magari non perspicaci". Attivata l'Interpol
"Stiamo facendo partire gli accertamenti su tutti gli aspetti emersi e abbiamo raccomandato urgenza, attivando l'Interpol. Abbiamo la coscienza a posto, ma prima dobbiamo fare tutte le verifiche", spiegano dalla procura
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28 APR 26
Ultimo aggiornamento: 11:44 AM

Foto ANSA
"Abbiamo agito sulla base della delega del ministero, delega classica attivata in casi simili. Non ci interessa ciò che dicono di noi, abbiamo la nostra coscienza e sappiamo cosa fare e abbiamo fatto gli accertamenti. Il ministero li ha ritenuti idonei per il proprio parere e la Presidenza della Repubblica li ha ritenuti sufficienti. Ora l'interesse di tutti è chiarire i fatti indicati". Lo hanno spiegato la procuratrice generale di Milano Francesca Nanni e il sostituto procuratore della Corte d’Appello milanese Gaetano Brusa ai giornalisti in relazione alle polemiche sul caso della grazia a Nicole Minetti, e sul fatto che nella prima istruttoria non siano stati fatti controlli all'estero.
L'ex consigliera della regione Lombardia – condannata a 3 anni e 11 mesi per favoreggiamento della prostituzione e peculato – aveva ricevuto la grazia per ragioni umanitarie, in virtù delle condizioni di salute di un familiare minore. Come scriviamo qui, il procuratore generale di Milano e via Arenula avevano motivato il loro parere favorevole alla grazia sostenendo che l'affidamento in prova ai servizi sociali di Minetti "le avrebbe reso difficile la cura e l'assistenza di un minore, sottoposto, per una grave patologia, a visite periodiche e a terapie specialistiche all'estero". Da un articolo pubblicato dal Fatto Quotidiano, però, emergerebbero circostanze relative al figlio di Minetti diverse da quelle rappresentate al presidente della Repubblica con la domanda di grazia.
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"Stiamo facendo partire gli accertamenti su tutti gli aspetti emersi – ha spiegato Nanni – e abbiamo raccomandato urgenza, attivando l'Interpol. Poi, in base agli esiti valuteremo il da farsi, li estenderemo se ci sarà bisogno, non escludendo rogatorie". Dopo le nuove verifiche, "noi – ha aggiunto – siamo sempre tenuti a dare un parere e potremo evidentemente anche modificarlo e anche il ministero darà un parere e poi il Presidente deciderà". Ora, hanno ribadito, "l'interesse di tutti è chiarire", attraverso verifiche su eventuali procedimenti penali in Uruguay o all'estero "su tutte le persone" e la raccolta di documenti anche del Tribunale uruguaiano. Sempre sulle precedenti verifiche Nanni ha risposto: "Magari il giornalista è stato molto bravo o qualcuno non ha detto a noi ciò che doveva dire. Potremmo alla fine anche ammettere di non essere stati perspicaci, seppure diligenti, ma prima dobbiamo fare tutte le verifiche. Voglio accertare, prima come cittadina e poi come magistrato, i fatti indicati". La procura generale ha precisato anche che si tratta per Minetti di "una grazia condizionata alla non commissione nei successivi 5 anni di ulteriori reati". E sulle tempistiche la pg ha chiarito che "mano a mano che arriveranno gli esiti degli accertamenti della nostra delega a 360 gradi, quando riterremo di aver soddisfatto le richieste istruttorie del Quirinale manderemo il nostro parere al Ministero su quei fatti indicati gravissimi", per come emergono dai media. L'Interpol nel più breve tempo acquisirà "tutte le informazioni", hanno concluso.