Politica
"L'emergenza migranti? usiamo il mes!" •
Faraone ci spiega perché Iv non ha ancora deciso come votare sul caso Open Arms
"Ci atterremo alle carte. Non accettiamo certo lezioni di antisalvinismo da chi lo ha aiutato a tenere i migranti in ostaggio sulle navi". Parla il capogruppo renziano al Senato. Che lancia un avvertimento a Conte

Davide Fraone, capogruppo di Italia viva al Senato (foto LaPresse)
La risposta che davvero da lui si vorrebbe, è l'unica che Davide Faraone non concede. Non vuole? Non può? Chissà. Sta di fatto che, quando gli si chiede se Italia viva ha deciso come votare giovedì sull'autorizzazione a procedere nei confronti di Matteo Salvini sul caso Open Arms, il capogruppo dei renziani al Senato la prende larga. Larghissima. "La nostra votazione sarà sganciata da qualsiasi valutazione politica. Ci baseremo solo sull'analisi delle carte, non sulla convenienza elettorale. E in questo, credo, saremo gli unici. Ma qui c'è di mezzo lo stato di diritto, non si può scherzare".
Apprezzabile, certo. Ma per studiare le carte di tempo ce n'è stato: sono passati due mesi dal voto in Giunta per le autorizzazioni. Mica vorrà farci credere, senatore, che tutti vi metterete a scartabellare i fascicoli in queste ultime quarantotto ore. "Ci sarà un confronto franco, nel partito. Stasera riuniremo il gruppo, ascolteremo le opinioni di tutti. Poi, giovedì, in Aula interverrà Matteo Renzi, e sarà lui a indicare la linea". Discutono tutti, insomma, e poi decide lui. "Il fatto che non ci siamo ancora espressi su come votare mi pare sia sintomo di una volontà di dibattito reale. Non so se anche negli altri partiti succederà. Ci fanno tutti lezioni di coerenza, ma ricordo che sul caso precedente, quello della Gregoretti, tutti i gruppi di maggioranza decisero di non partecipare al voto in Giunta, a gennaio. Quando a maggio, sul caso Open Arms, noi in Giunta abbiamo fatto la stessa cosa, ci hanno accusato di voler 'salvare Salvini'. Dovrebbero essere invece Pd e M5s a spiegare come mai hanno cambiato atteggiamento in Giunta tra un caso e l'altro". Ma insomma Salvini lo salvate o no? "Posso dirle che non accettiamo lezioni di antisalvinismo da chi con Salvini ha governato, da chi insieme a Salvini ha deciso di tenere quei migranti a bordo della Diciotti e della Open Arms, mentre noi su quelle navi salivamo per manifestare contro certe barbarie". Ce l'ha col M5s, insomma. "Ricordo solo che il M5s, nel caso Diciotti, quando ancora stava al governo con la Lega, decise di 'salvare Salvini', appunto".
Non è che c'entra la trattativa parallela sulle presidenze di commissione, nel definire la vostra posizione. "Figuriamoci. Dipendesse da noi, quella trattativa sarebbe già chiusa da un pezzo. E di certo non accetteremo, domani, di far mancare il numero legale per rimandare a settembre l'elezione dei nuovi presidenti. Siamo in attesa che Pd e M5s risolvano i loro problemi e ci comunichino l'esito dei loro incontri di queste ore".
Sempre in queste ore, si discute anche dell'emergenza dei migranti. "Questa emergenza ritorna ciclicamente ogni estate, specie nella mia bella Sicilia. Stavolta c'è, ad aggravare il tutto, il rischio legato al diffondersi del Covid. E però, a chi chiede maggiore rigore nella gestione del fenomeno, ricordo che le spese necessarie per fare fronte all'accoglienza e al corretto trattamento dei migranti, rientrerebbero in quelle spese sanitarie indirette che potrebbero essere finanziate, subito, attraverso il Mes. Credo sia quantomeno incoerente, da parte del presidente Giuseppe Conte e del M5s, lamentare la difficoltà di allestire navi quarantena o strutture di prima accoglienza nei luoghi di sbarco, e poi rifiutare i prestiti del Mes per puro puntiglio ideologico. Anche perché è proprio sulla necessità di affrontare questo possibile riesplodere dell'epidemia che oggi il premier viene a chiederci di prorogare lo stato d'emergenza. Se l'emergenza c'è, sarebbe da irresponsabili non utilizzare gli strumenti più utili per gestirla. E il Mes, ricordo, è l'unico strumento che potrebbe permetterci di ricevere fondi immediatamente".
A proposito: per la pianificazione del Recovery plan, si parla dell'istituzione di nuove commissioni. A voi di Iv l'idea piace? "Neanche un po'. Ci sono le commissioni ordinarie e possono lavorare a pieno regime, anche ad agosto, per elaborare un piano di riforme da presentare all'Europa a inizio settembre. Metterci a litigare, ora, sulla composizione di nuove commissioni, monocamerali o bicamerlai che siano, e poi su chi dovrebbe presiederla, e chi dovrebbe fare il vice presidente e il segretario, mi sembra davvero surreale".