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La missione di Draghi e le maggioranze variabili che lo sosterranno
"Draghi è certamente un italiano eccezionale, ma bisogna capire che la sua missione non è salvare l'Italia, ma salvare l'Italia da se stessa". In un'intervista negli studi di Uno Mattina, il direttore Claudio Cerasa è ritornato sul suo editoriale di oggi, dove spiega perché è pericoloso caricare la missione del nuovo governo di aspettative impossibili: "Non si può chiedere a Draghi di fare in 12 mesi quello che l'Italia non ha fatto per 12 anni", dice Cerasa.
Sugli equilibri politici che si andranno delineando e sulle prime tensioni che attraversano i partiti che domani voteranno la fiducia a Mario Draghi, Cerasa invita a distinguere due piani paralleli: "Ci sarà quello della chiacchiera politica usata dai partiti per marcare la propria identità all'interno della maggioranza e poi ci sarà il binario dei fatti. Draghi non sarà un mediatore, la concertazione è diversa da quella che abbiamo visto nel passato: non significa decidere senza scontentare nessuno, ma ascoltare tutti e poi decidere in maniera autonoma". In Parlamento, continua Cerasa, non si possono escludere maggioranze variabili: "Ci potrebbero essere alcuni provvedimenti che verranno votati da una parte della maggioranza e non da tutta". Il prossimo appuntamento cruciale è quello che deciderà sul blocco dei licenziamenti.
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Nasce a Palermo nel 1982, vive a Roma da parecchio tempo, lavora al Foglio dal 2005 e da gennaio 2015 è direttore. Ha scritto qualche libro (“Le catene della destra” e “Le catene della sinistra”, con Rizzoli, “Io non posso tacere”, con Einaudi, “Tra l’asino e il cane. Conversazione sull’Italia”, con Rizzoli, “La Presa di Roma”, con Rizzoli, e "Ho visto l'uomo nero", con Castelvecchi), è su Twitter.
E’ interista, ma soprattutto palermitano. Va pazzo per i Green Day, gli Strokes, i Killers, i tortini al cioccolato e le ostriche ghiacciate. Due figli.



