Danze con Draghi

I partiti chiedono di cacciare il direttore del Tg1. Il Pd teme l’asse tra Renzi e Salvini
16 FEB 21
Ultimo aggiornamento: 06:55
Immagine di Danze con Draghi

(foto LaPresse)

Cambio di direttore al Tg1. Si fanno insistenti le richieste dei partiti all’amministratore delegato (in scadenza) Fabrizio Salini per rimuovere il direttore filogrillino del Tg1 Giuseppe Carboni. Salini è tuttavia in uscita anche lui, e potrebbe non avere incentivi a procedere. Lo facesse, il più accreditato alla direzione del Tg1 è al momento Antonio Di Bella.
Al Nazareno sono già preoccupati per il futuro di questo governo. “Sarà molto litigioso, allacciamo le cinture perché ne vedremo delle belle”, è la frase che viene ripetuta più spesso nella sede del Pd. Nonostante la convinzione che Draghi otterrà una maggioranza amplissima in Parlamento, i dirigenti dem sono pronti a passare un periodo non proprio tranquillo. “Si e già visto sulle riaperture post Covid: si balla. Una maggioranza Ursula sarebbe stata più coesa”, si lamentano al Nazareno. Ma è andata in altro modo e ora il Pd deve attrezzarsi. Il Pd è anche preoccupato per le insoddisfazioni e i malumori generati dalla formazione del governo. “Tutto sommato – dicono al Nazareno – a noi e andata bene. Abbiamo i tre ministri che volevamo assolutamente tenere e poi ci sono Bianchi e Giovannini che sono d’area. E il fatto che la Meloni dica in giro che questo è un esecutivo pd spostato molto a sinistra a noi sta più che bene, ma il punto dolente sono gli altri partiti”.
I grillini, che non hanno ottenuto granché, nonostante siano la prima forza del Parlamento. E questo ovviamente non può non dispiacere al Pd, che preme perché il Movimento cinque stelle non esploda, onde evitare che l’alleanza del nuovo centrosinistra vada in frantumi. Ma anche i malumori di Lega, Forza Italia e Italia viva impensieriscono il Partito democratico. “Berlusconi – dicono – è arrabbiato perché gli hanno messo Mara Carfagna e Renato Brunetta, Salvini è incavolato nero perché c’è Giorgetti, Renzi ha dovuto cedere su Teresa Bellanova”. E’ soprattutto il malcontento dei due Mattei a tener banco al Nazareno? “Avete visto Renzi? Ha detto che se Salvini sarà furbo ci sarà da divertirsi. E questo significa che la maggioranza comincerà a fibrillare prestissimo”. Al Pd temono un gioco di sponda fra Renzi e Salvini su temi cruciali, come quello della Giustizia: un terreno minato, vista la sensibilità grillina sull’argomento. Deluso no, però questa volta Nicola Zingaretti sarebbe entrato al governo, qualora gli fosse stato chiesto. E a sentire le malelingue, che nel Partito democratico abbondando sempre, il segretario sarebbe anche amareggiato perché nessuno nel Pd ha spinto su questa ipotesi. A proposito di Partito democratico, l’ipotesi di un congresso anzitempo continua a circolare con una certa insistenza. Per statuto sarebbe tra due anni, ma anche fra i supporter del segretario ci si rende conto che tra un anno al massimo bisognerà pur tenere le assise nazionali, visti tutti i sommovimenti politici che ci sono stati in questi ultimi tempi. Ma al Nazareno non pensano a un normale congresso, bensì a un congresso tematico. Niente contesa sulla leadership quindi. Insomma, per Stefano Bonaccini, Giorgio Gori Dario Nardella e Andrea Marcucci non sarà facile, così impostate le cose, contendere la leadership a Nicola Zingaretti.