Flick ci prende gusto: "Sarei un buon premier. Ma i contratti non mi piacciono"

Valerio Valentini

Sembrava una provocazione, lanciata da Giuliano Ferrara sulle pagine del Foglio. Il diretto interessato, quando la notizia aveva iniziato a circolare, l'aveva definita “una fiction”, un “periodo ipotetico del terzo tipo”. Perché Giovanni Flick, ex ministro ed ex presidente della Corte costituzionale proprio non ci si vedeva nei panni di presidente del Consiglio. Di “garante” di un governo nato dall'accordo tra Movimento 5 Stelle e Lega. Ma siccome è sempre possibile cambiare idea ora, dopo qualche settimana, Flick comincia a prenderci gusto. E durante la registrazione del programma Roma InConTra dichiara: “Sarei un buon premier, come tanti altri”. Non proprio un'autoinvestitura ma comunque un modo per dire: se serve, io ci sono. 

 

Flick, 77 anni, parla anche della situazione di stallo che il presidente della Repubblica proverà a sbloccare nelle consultazioni in programma giovedì e venerdì: “In questo momento si gioca 'al vai tu-vado io', ma la campagna elettorale è finita sebbene qualcuno non se ne sia accorto e le consultazioni non siano solo un rituale. Purtroppo ho la sensazione che il senso di queste consultazioni sia rovesciato: si va al Quirinale non per offrire le proprie proposte, ma per sapere cosa pensa il presidente della Repubblica e così regolare la mossa successiva”.

 

L'ex Guardasigilli lascia anche intendere che la soluzione proposta da Luigi Di Maio in queste settimane non lo entusiasma: “Non bisogna discutere di 'contratto' che è un concetto che mi piace poco, quanto invece di compromesso, che è cosa diversa dall'inciucio”. L'avvicinamento di Flick ai Cinquestelle è iniziato nell'agosto del 2017 quando Virginia Raggi pensò a lui per la direzione di Zetema, una delle più importanti municipalizzate del Campidoglio. Non se ne fece nulla. Al contrario, proprio in questi giorni, l'ex presidente della Consulta ha accettato di entrare a far parte del cosiddetto “board cultura” del Comune. “Ho dato la disponibilità non ai grillini, ma al sindaco di Roma”, ha puntualizzato in una recente intervista al Corriere della Sera. 

Nessun legame particolare con i grillini quindi, ma nemmeno con la Lega di Matteo Salvini verso la quale dice comunque di non avere preclusioni. E proprio questa sua equidistanza potrebbe, alla fine, trasformarlo "nell'uomo giusto" per Palazzo Chigi.

 

In ogni caso Flick ha un suggerimento per tutte le forze politiche: “Non bisogna confondere il momento politico con il momento costituzionale, come è avvenuto in occasione del referendum del 4 dicembre, quando le persone non sapevano se andavano a votare sul governo in carica o sulla Costituzione”.

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