Ma quale test nazionale?

Raggi prima a Roma se la vedrà con Giachetti al ballottaggio. A Milano è testa a testa Sala-Parisi. Fassino il più votato a Torino, dovrà battere la grillina Appendino al secondo turno. A Bologna male Merola, De Magistris non passa (ancora). Chi ha vinto e chi ha perso al primo turno delle elezioni comunali.
6 GIU 16
Ultimo aggiornamento: 13:53 | 23 AGO 20
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A scrutini quasi ultimati si delineano con chiarezza i risultati definitivi di questo primo turno di elezioni comunali, con oltre 1.300 comuni chiamati alle urne. Innanzitutto, nelle grandi città nessun candidato è riuscito a superare la soglia del 50 per cento, e pertanto a Roma, Milano, Torino, Napoli e Bologna si andrà al ballottaggio tra quindici giorni. Con l’eccezione del capoluogo lombardo, su cui torneremo, si osserva che quasi ovunque lo schema è lo stesso: la sfida decisiva sarà tra un candidato di sistema e uno anti sistema. Ma veniamo ai dati.
A Roma va secondo le attese, con la candidata del M5s Virginia Raggi che raccoglie però un risultato più ampio del previsto. Sarà lei la persona da battere al ballottaggio, grazie al 35,5 per cento di preferenze raccolte al primo turno. A sfidarla sarà Roberto Giachetti: il candidato di centrosinistra ha battuto (con il 24,7 per cento) Giorgia Meloni (ferma al 20,7). Nella Capitale il centrodestra diviso non riesce a superare il primo turno: Alfio Marchini, sostenuto da Forza italia, arriva solo al 10,8 per cento.
A Milano è testa a testa tra Beppe Sala (centrosinistra) e Stefano Parisi (centrodestra), con il primo in vantaggio di poco meno di un punto percentuale (41,7 per cento contro il 40,8). Staccato, e di molto, il candidato del M5s, Corrado, al 10,1 per cento.
A Torino è il sindaco uscente ed ex segretario dei Ds Piero Fassino a vincere, con il 41,9 per cento, ma tra quindici giorni dovrà vedersela con la candidata grillina Chiara Appendino, arrivata seconda con il 30,8 per cento dei voti. Staccato di molto il candidato della destra (Lega e Fratelli d’Italia) Alberto Morano, con poco più dell’8 per cento dei voti. Osvaldo Napoli, sostenuto da Forza Italia, si ferma al 5,3 per cento, superando di pochi voti il centrista Roberto Rosso.
A Napoli, come da previsione, vince il primo cittadino uscente Luigi De Magistris, che però non riesce a farsi a eleggere al primo turno (42,2 per cento). Al ballottaggio sfiderà Gianni Lettieri, che – sostenuto dal centrodestra – ha raccolto il 24 per cento dei consensi. Fuori dai giochi Valeria Valente, la candidata del Pd, ferma a poco più del 21 per cento.
Infine Bologna, dove il sindaco uscente Virginio Merola, del Partito democratico, raccoglie un risultato molto al di sotto delle attese: con il 39,5 per cento dei consensi Merola va al ballottaggio, dove se la giocherà con Lucia Borgonzoni, appoggiata da Lega, Forza Italia e FdI. La candidata leghista ha superato le previsioni della vigilia con il 22,2 per cento dei voti. Staccato il candidato del M5s, Massimo Bugani, fermo al 16,67 per cento.
Tutti i risultati delle comunali sono qui, sul sito del ministero dell'Interno.
Nessuna rivoluzione, nessuna affermazione netta. E’ difficile trarre una “morale” nazionale da questo voto, caratterizzato tanto per cambiare da una bassa affluenza (67,42 per cento contro il 71,4 delle precedenti comunali). Partendo da quanto scritto ieri, si possono trarre cinque conclusioni.