L’assalto alle vie di Milano spiegato con le nuove mosse di Vinted

Dopo le devastazioni degli ultimi giorni, la principale piattaforma di rivendita di usato è stata invasa da un centinaio di capi e borse nuove di gran marca. L'azienda ha subito dichiarato di aver “immediatamente identificato e cancellato gli annunci sospetti” e di essersi messa “a disposizione per lottare contro la rivendita di merce rubata”

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Visto che non tutti i ragazzini d’Europa sono vanitosi come quelli di Milano e provincia, che hanno dato l’assalto alle vetrine di via Torino e di Brera urlando “oh fra’, oggi guardaroba gratis”, proponendosi un secondo passaggio per quella tuta che avevano dovuto lasciar cadere nella fretta e beninteso reggendosi l’un l’altro l’ombrello mentre spaccavano, perché pioveva tanto e non volevano di certo buscarsi un raffreddore, da ieri la piattaforma di Vinted è stata invasa da un centinaia e centinaia di capi e borse nuove di gran marca: Under Armour, Nike, Champions, Dries Van Noten e Dior, altro che il vestitino di Shein usato.
Per questo, la principale piattaforma mondiale di rivendita di usato, prediletta appunto dai ragazzini benché non possano vendervi direttamente, è necessario il consenso e la carta di identità di un maggiorenne e già questo dovrebbe porre qualche domanda sulla gestione dei traffici in corso, si è subito insospettita e, dopo le prime verifiche, si è messa a disposizione delle autorità inquirenti dei Paesi dove sono avvenute le devastazioni, a partire dalla Francia che è anche il suo primo mercato. Da principale agente commerciale di rivendita a ricettatore di merce rubata è un attimo, e Vinted, 8 miliardi di euro di valorizzazione, nata vent’anni fa dalla volontà di due lituani di disfarsi dei propri vestiti usati ricavandone qualche spicciolo (la media delle transazioni è di poche decine di euro, e la comparsa di borse da duemila in su ha contribuito ovviamente a far drizzare le antenne), non ha di certo voglia di cacciarsi nei guai. Per cui ha dichiarato in un post e via mail di aver “immediatamente identificato e cancellato gli annunci sospetti, anche grazie alle segnalazioni dei commercianti” e di essersi messa “a disposizione per lottare contro la rivendita di merce rubata”. Risalire a chi ce l’ha messa, è fin troppo facile.