La Corte costituzionale albanese sblocca l'accordo sui migranti: Tirana pronta alla ratifica

Respinti i ricorsi dei partiti d'opposizione albanesi. Ora l'intesa può iniziare il suo iter parlamentare anche in Albania
29 GEN 24
Ultimo aggiornamento: 15:54
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Foto Ansa

La Corte costituzionale albanese ha dato il via libera all'accordo firmato dal primo ministro Edi Rama e dalla presidente del Consiglio Giorgia Meloni per la costruzione di alcuni centri per migranti sul territorio albanese. "Il protocollo sulla migrazione non modifica i confini territoriali nè l'integrità territoriale della Repubblica d'Albania", hanno affermato i giudici. Ora l'intesa potrà iniziare anche in Albania l'iter parlamentare previsto per la ratifica.
La Corte aveva annunciato la sospensione delle procedure parlamentari necessarie per dare attuazione all'accordo lo scorso dicembre. I ricorsi contro il protocollo firmato da Rama e Meloni erano stati presentati dal Partito Democratico albanese – che fa riferimento all'area politica di destra – e altri 28 deputati schierati a fianco dell'ex premier di centrodestra Sali Berisha. La tesi sostenuta dalle opposizioni albanesi è che l'intesa violi la Costituzione e le convenzioni internazionali alle quali l'Albania aderisce. Secondo i giudici di Tirana non ci sarebbe invece nessuna violazione costituzionale.
In Italia l'accordo è stato inserito in un disegno di legge di ratifica approvato il 5 dicembre dal Consiglio dei ministri. Dopo il via libera della Camera, ora il testo dev'essere approvato dal Senato. "L’Albania concluderà in pochi giorni l’iter parlamentare e con il passaggio anche al Senato del ddl di ratifica saremo pronti allo scambio di note ed a dare il via al progetto", ha commentato con una nota Sara Kelany, relatrice del provvedimento alla Camera e responsabile Immigrazione di Fratelli d'Italia. "La sinistra nostrana, che in questi giorni si era affannata a chiedere di fermare l’iter parlamentare di approvazione del trattato sull’assunto, falso, che la Corte Costituzionale albanese ne avrebbe sancito l’incostituzionalità, è stata smentita ancora una volta dalla storia", ha aggiunto.