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MINACCIA RUSSA •
Riunione “Vega”. Macron convoca tutti all'Eliseo
L’incontro si è tenuto in formato “Saint-Denis”. Una consultazione a porte chiuse tra il capo dello stato e i leader dei partiti per cercare compromessi su riforme complesse o, come in questo caso, condividere informazioni sensibili di natura politica e sulla sicurezza nazionale

(Foto Ansa)
Parigi. Dinanzi al “rapido deterioramento” della situazione geopolitica in medio oriente e in Ucraina, e alla carenza delle forniture di carburante “diventata insostenibile”, il presidente della Repubblica francese, Emmanuel Macron, ha ricevuto questa mattina all’Eliseo i leader di tutte le forze politiche per una riunione ultra-confidenziale a cui hanno partecipato, oltre al primo ministro Sébastien Lecornu, i vertici militari e dell’intelligence interna (Dgsi) ed esterna (Dgse).
Al termine dell’incontro, che si è tenuto nella nuova sala di crisi “Vega” (il nome in codice di Macron), il presidente francese ha tenuto una conferenza stampa in cui, con aria grave, ha avvertito che “nelle ultime settimane la minaccia ibrida russa contro gli europei e la Francia si è intensificata”, attraverso sabotaggi, droni e ingerenze, ma che gli attacchi di Mosca “non resteranno senza risposta” e Putin farebbe un grave “errore” a continuare su questa linea. L’intento del Cremlino “è quello di intimidirci e di spezzare il nostro sforzo di sostegno agli ucraini. La conseguenza sarà l’opposto”, ha proseguito, citando l’esempio del ritrovamento del drone armato di esplosivo all’aeroporto di Lipsia ad agosto. “Non ci lasciamo intimidire, perché sappiamo che in Ucraina si gioca la nostra sicurezza di oggi e di domani”, ha detto Macron. Dinanzi alla minaccia russa, “nessuno è al riparo, dobbiamo tutti essere vigili, in azione, e fare di tutto per prevedere, pianificare e proteggerci”, ha aggiunto, e ha annunciato di aver chiesto al governo di allestire urgentemente “un piano per proteggere le infrastrutture critiche del paese”, con una difesa specifica contro i droni e i cyberattacchi.
“Mi ha colpito una cosa in particolare: i toni e i volti dei presenti all’uscita dalla riunione di crisi. Sembravano tutti un po’ frastornati. Credo siano stati messi di fronte a delle realtà incontestabili sulle minacce ibride russe. Non a caso non c’è stata alcuna polemica su questo aspetto”, dice al Foglio François-Xavier Bourmaud, giornalista politico dell’Opinion. “In compenso, ci sono state molte critiche sulla risposta del governo, giudicata insufficiente, all’aumento dei prezzi dei carburanti”, sottolinea Bourmaud. Durante la conferenza stampa, Macron ha dichiarato che prima di “spendere il massimo del denaro pubblico”, che si tradurrebbe in aumento del debito o delle tasse, è fondamentale “agire alla radice del problema”. Un intervento criticato sia dal leader della destra sovranista Jordan Bardella, secondo cui la “questione del potere d’acquisto” è stata “purtroppo ignorata dal governo”, sia dal frontman della sinistra socialdemocratica Raphaël Glucksmann, che ha chiesto “aiuti molto più consistenti” per contrastare l’aumento dei prezzi dei carburanti, di fronte a una situazione “socialmente esplosiva”.
La decisione di convocare i leader dei partiti è stata presa martedì scorso al termine di una riunione di due ore e mezza, a porte chiuse e senza telefoni, nel Salone Verde dell’Eliseo. I capi delle varie divisioni dei servizi segreti, insieme al responsabile della Direction Générale de l’Énergie et du Climat, l’organo dell’amministrazione centrale incaricato di definire e attuare la politica energetica e climatica nazionale, hanno tracciato a Macron un quadro molto cupo delle crisi internazionali e delle loro conseguenze. “E’ stata un’esperienza molto pesante”, ha detto al Parisien un consigliere del presidente in forma anonima. “Ne è uscito con la convinzione che fosse suo dovere informare il resto della classe politica. Affinché tutti abbiano lo stesso livello di informazione riguardo alle decisioni che bisognerà prendere in futuro”, ha aggiunto.
La riunione si è tenuta in formato “Saint-Denis”, introdotto da Macron nell’agosto del 2023 (il primo incontro di questo tipo si svolse nella città di Saint-Denis, periferia a nord di Parigi). E’ un metodo di consultazione a porte chiuse tra il capo dello stato e i leader dei partiti che ha come obiettivo la ricerca di compromessi su riforme complesse o, come in questo caso, la condivisione di informazioni sensibili di carattere politico e di sicurezza nazionale. Nelle prossime settimane, la Francia convocherà un vertice straordinario del G7 dedicato all’energia e alla gestione degli stoccaggi, per “evitare tensioni inutili tra i paesi del G7 e i nostri partner”, ma anche “per valutare le opzioni relative a un’eventuale mobilitazione delle scorte strategiche”, ha annunciato Macron. Quello di oggi, ha concluso, è stato “un esercizio di trasparenza”, affinché le forze politiche siano ben informate: “Lo organizzerò tutte le volte che lo riterrò necessario e rilevante per la qualità del dibattito democratico”.